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Cgil, 400 delegati per il sì ai referendum

Cgil, 400 delegati per il sì ai referendum

Il segretario Mora: «La scissione Pd? Diamo il benvenuto a chi mostra interesse ai temi del lavoro»

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REGGIO EMILIA. «A tutti coloro che sui nostri referendum dimostrano interesse e coinvolgimento diamo il benvenuto». Il segretario provinciale Cgil, Guido Mora, lascia aperta la porta. E la nuova associazione Democraticisocialisti di Enrico Rossi, guidata a Reggio dall’assessore Mirko Tutino e dalla consigliera regionale, Silvia Prodi, sembra pronta a raccogliere l’invito.

Un sostegno convinto ai due referendum targati Cgil – per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti – è stato al centro dell’incontro organizzato ieri sera ai chiostri della Ghiara dai due ormai ex esponenti del Pd, che portata a termine la scissione aprono subito un ponte verso il sindacato.

Un incontro nel quale l’assessore Tutino ha lasciato intendere che, dopo la sua fuoriscita dal Partito democratico, è entrato in un nuovo soggetto politico aperto ai contributi di tutti. A cominciare proprio dalla Cgil, che solo poche ore prima, nel circolo Pigal, aveva lanciato in grande stile la campagna referendaria, alla presenza di circa quattrocentro delegati. Ed è a margine di questa iniziativa che il segretario provinciale Cgil, Guido Mora, apre la porta all’aiuto anche di nuovi soggetti che potrebbero nascere dalla scissione in atto in casa Pd, alle prese con un’emorragia a sinistra che potrebbe portare forze fresche anche alla causa sindacale, da tempo ai ferri corti con il Pd e con il governo dell’ex premier Renzi, a cominciare dalla battaglia combattuta su fronti opposti in occasione del referendum costituzionale di dicembre.

«Verificheremo i diversi posizionamenti – spiega Mora, senza sbilanciarsi – A tutti coloro che sui nostri referendum dimostrano interesse e coinvolgimento diamo il benvenuto. Ma quello che mi interessa di più è la nostra iniziativa, con questa grande assemblea di circa quattrocento delegati per far partire la macchina di sostegno ai due sì sul referendum sul lavoro della Cgil. Credo che questi due referendum diano la possibilità a tutti gli elettori di esprimersi sulle politiche del lavoro fatte in questi anni».

Secondo Mora, «il lavoro è sempre piu ridotto a merce, a qualcosa che con i voucher si compra in tabaccheria per pagarlo, senza possibilità di essere tutelato nel caso degli appalti». Di qui la nuova battaglia referendaria: «Vogliamo dare la possibilità alle persone giovani, ai pensionati e ai meno anziani di dire la loro sul tema del lavoro, esprimendo un governo sulle politiche economiche e sociali di questi anni: politiche che la Cgil giudica negative. In anni di crisi la situazione è peggiorata. E le regole sul lavoro hanno prodotto precarietà e disoccupazione. Noi come Cgil daremo la possibilità a tutti di poter dire la loro». (e.spa.)

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