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Comitati, Comuni e Unioni Tutti ai blocchi di partenza

Comitati, Comuni e Unioni Tutti ai blocchi di partenza

Gli abitanti di Fogliano, Cavazzoli, Roncocesi e Massenzatico aspettano il via L’Associazione Montecchio Emilia Sicura è già una onlus e rivendica il primato

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REGGIO EMILIA. Comitati di frazioni cittadine periferiche, Comuni in ordine sparso, Unioni, gruppi appena nati su WhatsApp ma anche esperienze strutturate. Il protocollo firmato ieri in prefettura apre la strada, nel Reggiano, a realtà variegate, che attendevano l’entrata in vigore del protocollo del capoluogo (ogni Comune dovrà siglare un patto fotocopia). Nel toto-classifica su chi saranno i primi ad aderire al controllo di comunità, in città c’è il comitato di cittadini di Fogliano, insorti dopo l’escalation di furti in abitazione (quattro in dieci giorni) inviando una lettera aperta a sindaco e prefetto: «Ho ricevuto la lettera, che ha contenuti intelligenti: riceverò i cittadini di Fogliano a breve e sarò felice se vorranno instaurare una collaborazione», ha detto ieri il sindaco Luca Vecchi. Pronti ai blocchi di partenza anche Cavazzoli-Roncocesi e Massenzatico, dove i comitati di cittadini, al termine di un percorso di dialogo con l’amministrazione, aspettano da tempo di passare ai fatti: non a caso frazioni periferiche, che si percepiscono forse più sguarnite sul fronte sicurezza. Da sondare l’interesse di altri comitati di quartiere (stazione, via Filzi, Gardenia, zona teatro Valli) dove, ha sottolineato Vecchi, «si è costruito un rapporto stretto di collaborazione e co-progettazione».

Nella nostra provincia, la “madre” dei gruppi di vicinato – in senso anagrafico e di livello di struttura – è Montecchio Emilia Sicura, che ora conta numeri da capogiro: 160 gli iscritti all’associazione, ben 650 gli aderenti alla chat su WhatsApp, una pagina Facebook (Associazione Montecchio Emilia Sicura) aggiornatissima e, a breve, un sito internet. «Siamo nati a primavera 2015 in sei persone, nella primavera 2016 ci siamo trasformati in associazione e pochi mesi dopo in Onlus: penso che siamo la prima in Italia con l’obiettivo del controllo di vicinato», ha spiegato Giuseppe Carissimi, presidente del vertice di sei consiglieri. La vicepresidente è l’avvocato Roberta Dieci, che ha già studiato dal punto di vista legale la bozza ministeriale. «Assolutamente sì, aderiremo: abbiamo già visionato il testo e constatato con soddisfazione che siamo allineati alle linee guida del protocollo. Non dobbiamo cambiare nulla, siamo già pronti – prosegue Carissimi – tanto che l’Unione Val d'Enza, che aderirà al protocollo, ci ha chiesto la disponibilità di guidare i gruppi che nasceranno negli 8 Comuni, sotto la supervisione del comandante della municipale Cristina Caggiati».

Una fiducia che l'associazione si è guadagnata sul campo: «Due anni fa ancora non si parlava di questo tema e venivamo guardati con una certa diffidenza, poi amministrazioni e forze dell’ordine ci hanno conosciuto e hanno capito che non siamo degli esaltati».

Sul problema dell'eccesso di segnalazioni o informazioni sbagliate, quali sono i consigli?

«All’inizio anche noi abbiamo avuto questo problema: gente che vedeva una persona con il cappuccio e subito lanciava l’allarme. Abbiamo imparato strada facendo: ci siamo dati delle regole, abbiamo approntato un vademecum di due pagine da consegnare al momento dell’iscrizione, ma soprattutto regole ferree sulla chat di WhatsApp, che vanno seguite alla lettera altrimenti si viene esclusi. E alcuni accorgimenti, sulla tutela della privacy e su chi far entrare nel gruppo: chi chiede di entrare nella chat deve conoscere qualcuno già associato, non accettiamo gli sconosciuti».

Tra i Comuni, come ha annunciato il prefetto, hanno manifestato interesse all’adesione Correggio e Scandiano, le due municipalità di maggiori dimensioni dopo il capoluogo. Correggio Sicura, il gruppo già esistente, parteciperà sabato a un’assemblea pubblica con il sindaco Ilenia Malavasi.

«Scandiano intende aderire quanto prima – conferma il sindaco Alessio Mammi – parlo per il mio Comune, ma so che anche Rubiera e Casalgrande sono favorevoli». Un’altra possibilità, ieri ritenuta interessante dal prefetto, è l’adesione per Unione. L’Unione Bassa Reggiana, formata da otto Comuni per un totale di oltre 72mila abitanti (Boretto, Poviglio, Guastalla, Gualtieri, Poviglio, Novellara, Reggiolo e Luzzara e Brescello) ha approvato una delibera di indirizzo della giunta, mettendo nero su bianco la volontà di promuovere il controllo di comunità nel distretto. «Ogni sindaco dovrà verificare la disponibilità dei cittadini sul proprio territorio – ha chiarito Giammaria Manghi, presidente dell'Unione – ma muoversi come Unione è vantaggioso, potendo contare su un corpo unico di polizia municipale». (am.p.)

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