Gazzetta di Reggio

Reggio

Commissariamento, sentenza attesa dal Tar

Commissariamento, sentenza attesa dal Tar

Brescello: ieri l’udienza a Roma, dove si è discusso del ricorso presentato dall’ex sindaco Coffrini

2 MINUTI DI LETTURA





BRESCELLO. Si è svolta ieri mattina davanti al Tar di Roma l’udienza di discussione (in seduta pubblica) del ricorso presentato dall’ex sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, dagli ex assessori Gabriele Gemma e Giuditta Carpi e dall'ex consigliere comunale Susanna Dall’Aglio contro il decreto del presidente della Repubblica che ha sciolto il Comune di Brescello e nominato una commissione prefettizia. Al termine dell’udienza – alla quale Coffrini non era presente – la causa è stata assegnata in decisione. Il giudice ora depositerà la sentenza presso la cancelleria del Tar, cui seguirà la pubblicazione della sentenza stessa, con i tempi previsti dalla legge.

Si avvicina così la fine – salvo ulteriori passaggi al Consiglio di Stato – di una vicenda che ha fatto molto discutere: Brescello è il primo Comune in Emilia Romagna a essere stato sciolto per infiltrazioni. Avvenne nell’aprile dell’anno scorso dopo la relazione prefettizia che elencava una serie di episodi che le amministrazioni avevano ritenuto indicativi del condizionamento da parte della ’ndrangheta.

Nella relazione della commissione d'accesso si faceva riferimento a diversi episodi: tra questi, la delocalizzazione agli inizi degli anni 2000 che trasferì diritti edificatori residenziali verso via Pirandello, dove sorse poi “Cutrello”. Ci sono poi altre operazioni in edilizia, come la costruzione del supermercato Famila. La delibera con la quale il governo ha sciolto Brescello ha accolto l’assunto che ci sono state «forme di condizionamento tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonchè il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati». Prima di quel provvedimento, nonostante un'iniziale dichiarazione di fiducia da parte della sua maggioranza, Coffrini arrivò poi a rassegnare le dimissioni. E a seguito del decreto scelse, assieme ad alcuni dei suoi fedelissimi, di presentare ricorso.

In estate il Tar (dopo un no iniziale) accolse la sua richiesta istruttoria di accesso agli atti relativi allo scioglimento, e ora non resta che attendere il pronunciamento. Resta da capire la tempistica: in media, per il deposito di questo tipo di sentenze possono servire anche due mesi, ma non è detto che il “nodo” non possa essere sciolto anche prima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google