Gazzetta di Reggio

Reggio

Giovanni commosso: «Grande passo avanti»

Giovanni commosso: «Grande passo avanti»

Circondato da tanto affetto ha atteso tutto il giorno una piccola rivincita: «È una sentenza storica»

2 MINUTI DI LETTURA





BOLOGNA. Arriva a Bologna poco prima delle 10, dopo essere partito all’alba da Roma. Al suo fianco ci sono gli ormai irrinunciabili uomini della scorta, che dal 2011 lo accompagnano ovunque. Lo proteggono, certo, ma gli tolgono – loro malgrado – tante libertà, che invece possono godersi coloro che non immaginano minimamente cosa significhi essere un potenziale bersaglio della malavita. Giovanni Tizian non è voluto mancare a una giornata che poi si trasformerà in un pezzo di storia dell’antimafia, ma che durante le lunghe ore di attesa prima della sentenza sembra un calvario tra cattivi pensieri e scaramanzia. Cerca di rilassarsi il giornalista de “L’Espresso”.

Accanto ha chi gli vuole bene, la sua famiglia e tanti amici, che non vogliono si senta solo. Lo coccolano, lo seguono ad ogni passo. C’è anche Antonio Ramenghi, ex direttore della Gazzetta di Modena, colui che decise di pubblicare le prime inchieste di Tizian sul business delle slot machine illegali, colui che per primo fu informato dal suo giornalista della decisione di metterlo sotto scorta a causa di quella frase (“Gli spariamo in bocca”) detta da Torello al suo capo, Nicola Femia. E il boss non ha praticamente mai preso le distanze da quell’intento criminale, arrivando anzi ad imputare a Tizian di essere la causa di tutti i suoi guai.

Quando sono le 17 si entra in aula. Il giornalista si siede in prima fila, accanto a lui c’è l’avvocato Enza Rando. Quando il giudice conferma l’accusa di associazione mafiosa Tizian non si scompone, ma abbozza un sorriso amaro. E appena può telefona a chi non è potuto essergli accanto in un momento cruciale della sua vita, umana prima che professionale. «Una sentenza per questo territorio è storica – commenta mentre il telefono squilla e tanti uomini dell’antimafia lo cercano per esprimere felicità e affetto – Viene condannata un’associazione mafiosa con dei tratti particolari visto che era un’organizzazione che fondava tutto il suo potere sull’economia e sul riciclaggio: un aspetto nuovo rispetto alle tradizionali organizzazioni mafiose. E il fatto che venga riconosciuto in Emilia Romagna, che è un territorio non tradizionale, è un grande passo in avanti per questa terra. Insomma, credo sia un punto di rottura, uno spartiacque per i prossimi processi e per quelli in corsa».

Ora Tizian si può rilassare, almeno per una notte. E lo fa come un ragazzo normale, quello che effettivamente è, davanti a qualche tigella e una bottiglia di lambrusco. Insieme alla sua famiglia. È giusto così. (f.d.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google