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Il dono quotidiano dei volontari al Santa Maria

Laura Pasotti
Il dono quotidiano dei volontari al Santa Maria

L'associazione Avo all'ospedale di Reggio Emilia conta 130 operatori, iniziativa con le scuole

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REGGIO EMILIA “S come solidarietà, ciò che tutti i giorni donano i volontari Avo”. È la lettera scritta da Sara, che frequenta la terza E della scuola media Fontanesi – IC Kennedy, una dei 2.600 alunni di 16 tra scuole dell’infanzia, elementari e medie di Reggio Emilia e provincia che hanno partecipato all’ottava edizione di “Volontari insieme A VOi” promosso dall’Associazione volontari ospedalieri di Reggio Emilia.
 
«Ogni anno proponiamo agli alunni un testo da cui trarre un elaborato grafico da donare ai pazienti dell’ospedale», spiega Valeria Vecchi di Avo. Quest’anno gli alunni delle classi che hanno aderito al progetto hanno letto in aula, con l’aiuto degli insegnanti, “Il Mago Alfabeto”, scritto da Gulli Morini.
 
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«Hanno così scoperto l’importanza delle parole per esprimere ciò che non si può dire in altro modo, come i nomi delle persone o i sentimenti», aggiunge Vecchi. I bambini hanno disegnato l’iniziale del loro nome e l’hanno usata per scrivere una lettera ai pazienti. I cartoncini realizzati dagli alunni sono stati distribuiti dai volontari Avo al Santa Maria Nuova lo scorso 11 febbraio, in occasione della Giornata mondiale del malato. I disegni più belli saranno poi scelti per realizzare un calendario da donare a Natale ai pazienti dell’ospedale.
 
L’Associazione volontari ospedalieri di Reggio è nata nel 1984 e oggi conta circa 130 volontari. «Erano molti di più in passato e ne servirebbero altri». Sono presenti nei reparti di Medicina, Medicina oncologica, Geriatria, Neurologia, Medicina fisica e riabilitativa, Pediatria, Pronto soccorso pediatrico, Medicina d’urgenza e Pneumologia, tutti i giorni. «Chiediamo ai volontari la disponibilità a essere presenti un mattino o un pomeriggio alla settimana – spiega Vecchi –. In alcuni reparti, come Geriatria, Pronto soccorso pediatrico e Neurologia siamo presenti anche il sabato, negli altri da lunedì a venerdì».
 
Negli anni l’attività è cambiata, prima venivano coinvolti per i pasti, mentre oggi questo aiuto è venuto meno, «oggi facciamo soprattutto compagnia ai pazienti e li ascoltiamo – continua –. Spesso i malati sono soli e in ospedale i tempi sono molto lunghi». Poi l’ospedale chiede loro aiuto su progetti precisi come l’assistenza ai bambini con problemi di alimentazione o l’aiuto all’utenza quando è stato inserito un monitor touch screen per accedere agli sportelli.
 
Per diventare volontario Avo si può frequentare il corso di formazione che l’associazione organizza ogni anno in settembre e ottobre. Per coinvolgere di più i giovani, l’Associazione vorrebbe aprire una collaborazione con l’università.
 

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