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Reggio Emilia, lo scissionista Pd va via con il quadro di Bersani

di Evaristo Sparvieri
Reggio Emilia, lo scissionista Pd va via con il quadro di Bersani

Il segretario del circolo Centro Storico, Lanfranco De Franco, riempie gli scatoloni e lascia il Partito democratico con il santino dell’ex segretario

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REGGIO EMILIA. I circoli, i circoli. È vero che c’è la scissione, ma chi pensa oggi ai circoli? Di certo non lo farà più Mauro Vicini, che ieri sera ha riunito in via Gandhi il direttivo di Reggio 4 al quale è pronto a presentare le dimissioni, primo passo verso l’addio anche dalla guida della segreteria cittadina Pd. Lascia gli incarichi ma non il partito – almeno per ora – in totale disaccordo con la linea renziana: un’avventura che considera partita male. E che ritiene sia destinata a finire anche peggio, nel pieno di un’emorragia che – da Bersani fino a Errani – sta facendo sparire dai radar Pd la storica componente ex Ds. Si dice che Vicini guardi ora a “Reggio Diritti e Libertà”, la neonata associazione coordinata da Nando Rinaldi, che gli garantirebbe di fare una politica di sinistra senza avere le mani legate dagli incarichi di partito. Si vedrà.

Ma il circolo 4? Con Vicini che si allontana, salgono a tre le sezioni cittadine in cerca di un segretario, per un dramma ormai da risvolti pirandelliani. A cominciare dal circolo 8, lasciato vacante circa un anno fa dall’allora segretario, Roberto Grassi, che anche recentemente ha ricordato come quell’ambiente fosse diventato una sorta di «scannatoio» tra anime inconciliabili, antipasto dello scisma in atto.

In centro storico c’è poi l’ormai ex segretario Lanfranco De Franco, fresco fuoriuscito ufficiale dal Pd per aderire a Democraticisocialisti del governatore toscano, Enrico Rossi. Gli scatoloni sono già pronti. E il trasloco ha una scadenza imminente: il 28 febbraio, quando tra l’altro termina anche il contratto di locazione della sede, affittata da un privato. Riaprirà? Oppure no? Nessuno può dirlo. Soprattutto se alla scissione si assomma la crisi di iscritti e tesserati, in calo vertiginoso ormai da anni. Un problema di politica immobiliare, che passa anche per le mani della fondazione Reggio Emilia Tricolore, nata nel 2007 per ereditare i beni immobiliari di Pci, Ds, Pds e ora Pd (o quel che ne resta). Attraverso la controllata Reggiana Immobiliare, la fondazione gestisce un patrimonio stimato in circa 8,5 milioni di euro: 50 immobili sparsi fra Reggio e provincia, un po’ troppi rispetto agli iscritti, tanto più se scismatici.

E la crisi del partito, così, si rispecchia di fatto anche nella crisi del mattone, a onor del vero iniziata ben prima. Il verbo è uno e uno solo: razionalizzare. Un modo elegante per dire che chiuderanno baracca e burattini un po’ qui e un po’ lì, tagliando spese e costi di gestione. Due per ora le strade all’orizzonte per Reggio capoluogo: passare da otto circoli a cinque, oppure far confluire tutti gli iscritti in una sola grande sezione cittadina. Ovviamente – si spera – targata Pd.

Non prima, però, di aver sistemato un po’ le cose proprio nei tre circoli rimasti “acefali”sin dalla prima ora della scissione. Un compito di cui si dovrà fare carico il segretario provinciale, Andrea Costa, assumendone ad interim il ruolo di guida, circondandosi di militanti chiamati a dar man forte al percorso di ricostruzione. Una rosa di persone, sui taccuini che contano, comincia già a circolare. E risponde ai nomi dell’ex consigliere di circoscrizione, Davide Corradi, della consigliera comunale, Claudia Aguzzoli, di Mauro Rozzi della Fondazione dello sport e di William Orlandini, uno dei tanti ex-comunisti a cui il Pd deve il mantenimento di qualche pilastro della poderosa struttura organizzativa degli anni Settanta.

Accetteranno? Sì, no, forse, chissà. Congressi permettendo. Quanto all’assetto futuro, lo schema degli eventuali cinque circoli si divide in un assetto che neanche gli 883: nord, sud, ovest, est. Più la sezione centro storico. E qui dal partito potrebbero chiedere un rinnovato impegno a tanti amici e compagni che hanno deciso di stare insieme (ci sarà un perchè). Come i consiglieri Matteo Terzi e Christian Vergalli (per l’eventuale circolo est), il capogruppo Andrea Capelli e la consigliera Emilia Davoli (per l’ovest), Claudia Aguzzoli (per il sud), Paolo Tamagnini (per nord), Roberto Salsi e Moreno Veronese (per il centro storico). Le primarie, in fondo, non finiscono mai.

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