Muore nell’auto capovolta nel Crostolo
Giulio Roberto Riva, 56 anni, ha perso il controllo della vettura finendo nel torrente: fatale il mix fra velocità, nebbia e buio
REGGIO EMILIA. Ha perso il controllo dell’auto che è finita direttamente nel Crostolo, capovolgendosi. Per Giulio Roberto Riva, 56enne originario di Milano ma residente da molti anni a Bagnolo in Piano, non c’è stato nulla da fare.
Il terribile impatto che ha distrutto la macchina e l’acqua che ha invaso l’abitacolo non gli hanno lasciato scampo. La sua Peugeot 206 è stata ritrovata ieri mattina da un passante che ha notato, attraversando il ponte che valica la confluenza fra il Crostolo e il Modolena, al confine fra il Comune di Reggio Emilia e quello di Cadelbosco, la carcassa della vettura ribaltata e semisommersa dall’acqua del torrente.
L’incidente però, come è stato ricostruito in seguito, è avvenuto diverse ore prima, probabilmente a notte fonda. Riva stava percorrendo via Carlo Marx in direzione di Cadelbosco a forte velocità, quando, nella curva che precede il ponte, ha perso il controllo del mezzo. Complici del fatto la nebbia, che avvolgeva fitta le campagne reggiane, e il buio molto profondo in quel tratto di strada. La piccola auto ha cominciato a sbandare urtando il guardrail ed è finita direttamente nel fossato profondo diversi metri, schivando fatalmente due grossi pali in legno infissi poco prima del margine, proprio a evitare tragedie come questa. Se il 56enne li avesse presi, forse la caduta nel Crostolo sarebbe stata attenuata.
E invece la Peugeot è passata direttamente in mezzo ai due ostacoli, volando come un proiettile per una decina di metri e travolgendo i pochi ostacoli che ha trovato. Unico segno del suo passaggio, oltre alla carcassa della vettura, erano le cime della vegetazione che cresce lungo gli argini, tranciate di netto nel loro punto più alto a segnare con precisione la traiettoria compiuta da Riva. Una parabola altissima, resa possibile solo dall’alta velocità con cui l’uomo stava viaggiando.
E così la curva del fossato ha fatto da trampolino. La macchina è finita direttamente sull’argine opposto del Crostolo, schiantandosi col muso per poi capovolgersi. E qui, nel buio e nel silenzio notturno di Roncocesi, il 56enne è rimasto incastrato nelle lamiere contorte della Peugeot, finché l’abitacolo della macchina non si è riempito d’acqua. Circostanza, anche questa, provocata da una fatalità.
L’uomo infatti è uscito di strada proprio nel punto dove il Modolena confluisce nel Crostolo e il livello del torrente è più alto.
Nessuno si è accorto di quanto successo per diverse ore, complice il buio e la nebbia, e nemmeno gli stessi residenti che abitano in un casolare poco distante dal ponte, profondamente addormentati, hanno sentito il rumore provocato dall’incidente.
I soccorritori sono arrivati solo diverse ore dopo l’impatto, avvisati via telefono da un passante. E quando sono giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso di Riva.
Al recupero della macchina e del corpo dell’uomo hanno provveduto i vigili del fuoco di Reggio Emilia, intervenuti con una gru con la quale hanno sollevato dall’acqua la Peugeot. Un’operazione nient’affatto facile, che ha richiesto diverso tempo, vista la particolare posizione in cui si era piazzata la macchina.
Prima è stato necessario agganciare il posteriore del mezzo al pesante cavo d’acciaio collegato con la gru e, solo dopo diverse rotazioni su se stessa, l’auto è stata adagiata sul margine del Crostolo.
Ad occuparsi dei rilievi dell’incidente la polizia municipale di Reggio Emilia, intervenuta con quattro auto e con la scientifica. Durante tutta questa operazione via Marx è stata chiusa al traffico dagli stessi poliziotti.
Riva lascia la moglie Mirella e la figlia Sofia di 13 anni, a cui era molto legato.
Sono loro che adesso, dopo che il pm Giulia Stignani ha dato alla famiglia la disponibilità del corpo, organizzeranno i funerali del 56enne.
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