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Paziente con un aneurisma addominale all'aorta operato attraverso le vertebre

di Luciano Salsi
Paziente con un aneurisma addominale all'aorta operato attraverso le vertebre

Reggio Emilia: l'innovativo intervento chirurgico effettuato a Villa Salus dal professore Gioacchino Coppi, che ha salvato la vita al 79enne

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REGGIO EMILIA. Un innovativo intervento chirurgico, eseguito al Salus Hospital, ha scongiurato la fatale rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, a cui era stata applicata una protesi troppo corta in un altro ospedale della nostra regione.

Vi si è sottoposto in anestesia locale un paziente di 79 anni, che è stato dimesso dopo sole 72 ore e adesso sta bene. La letteratura medica non descrive precedenti per la tecnica adottata per questa operazione da Gioacchino Coppi, uno dei maggiori esperti di chirurgia vascolare in ambito europeo, e da Peter Davidovits, specialista radiologo. Si tratta di un’evoluzione della metodica translombare sotto stretto controllo della tomografia computerizzata, che consente di guidare con estrema precisione gli strumenti attraverso una piccola incisione cutanea praticata in anestesia locale, cosicchè il paziente rimane sveglio ma non avverte alcun dolore. L’intervento è durato circa 90 minuti sotto un’esposizione ai raggi X intensa, ma inferiore a quella a cui ci si sottopone con una normale angiografia tomocomputerizzata. La sua originale peculiarità è consistita nell’impiego di un apposito ago, con il quale è stato punto di lato il disco intervertebrale, tra la quarta e la quinta vertebra lombare, in modo da raggiungere la parete dell’aneurisma. All’interno di tale ago ne è stato introdotto un secondo più lungo e sottile per iniettare le speciali spirali e la colla di fibrina che produce una coagulazione istantanea. Così è stato bloccato l’afflusso di sangue che provocava la dilatazione dell’aneurisma, con il rischio di una rottura e di una pericolosissima emorragia interna.

«Il paziente – riferisce il professor Coppi – ha ripreso tranquillamente la vita di tutti i giorni e non avrà bisogno di alcun periodo di convalescenza. A Salus Hospital era arrivato dopo un delicato intervento addominale per l’inserimento di una protesi vascolare necessaria per escludere dal circolo sanguigno l’aneurisma dell’aorta. La protesi, composta da una struttura tubulare in tessuto artificiale avvolta da una retina metallica, appariva corta e poteva sganciarsi da un momento all’altro».

Per rimediare alla sua inadeguatezza, l’équipe della clinica reggiana ha compiuto più di un tentativo: «Come prima cosa – spiega Coppi – abbiamo allungato la protesi, ma l’aneurisma non ha cessato di aumentare, poiché due arterie lombari continuavano a rifornirlo di sangue. In tali circostanze si può cercare di passare attraverso la rete arteriosa ma mancavano i collegamenti con le arterie periferiche. Perciò siamo ricorsi a una metodica che consiste nell’entrare nell’aneurisma fra la parete dell’arteria e la branca dell’endoprotesi. Tuttavia in questo modo non riuscivamo a pilotare le sostanze coagulanti nel modo desiderato. Quindi siamo ricorsi alla tecnica translombare, che prevede l’impiego di aghi appositi. Li abbiamo fatti passare attraverso le vertebre, che erano a stretto contatto con il punto da raggiungere».

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