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Variante Ponte Rosso, il Tar ferma i lavori

Variante Ponte Rosso, il Tar ferma i lavori

Castelnovo: accolta la richiesta di sospensiva della ditta Iembo, a giugno la discussione nel merito

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CASTELNOVO MONTI. Era stato preannunciato in consiglio comunale dal sindaco Enrico Bini, e ieri il Tar di Parma si è espresso e ha accolto la richiesta di sospensiva dei lavori per la variante del Ponte Rosso. Altri mesi di stop, dunque, per quest’opera che sembra proprio non veder arrivare a conclusione il secondo stralcio.

«Il Tar di Parma – scrivono in una nota congiunta Bini e Giammaria Manghi, presidente della Provincia, ente che si fa carico dell’importo principale per i lavori – pur non entrando nel merito della questione posta, ha accolto la richiesta di sospensiva inerente il ricorso presentato dalla Iembo Michele Srl (l’impresa arrivata seconda nell’aggiudicazione dell’appalto, e che già aveva realizzato i lavori per il primo stralcio, ndr) sull’affidamento dei lavori per il secondo stralcio della variante di Ponte Rosso. Per l’avvio del cantiere si dovrà pertanto attendere il pronunciamento specifico, fissato per giugno». Proseguono Manghi e Bini: «Come sempre, rispettiamo in maniera rigorosa il lavoro dei giudici, che peraltro hanno precisato come la concessione della sospensiva non presupponga alcuna valutazione “in quanto la complessità delle questioni oggetto del giudizio è incompatibile con la sommaria cognizione propria della fase cautelare” e sia stata concessa considerando che “l’interesse pubblico al sollecito affidamento dei lavori trova tutela nella celerità del rito speciale”, che prevede per l’appunto già a giugno la discussione nel merito».

In pratica, il Tar ha considerato i prossimi mesi, fino a giugno, un termine temporale accettabile per avere il giudizio di merito, anche se, come spiegano i due amministratori, pochi mesi in questo caso hanno un peso superiore poiché il cantiere arriva da un lungo periodo di fermo. «Pur nel pieno rispetto della decisione del Tar – concludono Manghi e Bini – siamo rammaricati per un ulteriore ritardo nell’iter già molto tribolato di quest’opera, passato attraverso la necessità di individuare nuovamente i fondi, a seguito della spending review che tolse già nel 2014 alla precedente amministrazione provinciale le risorse necessarie a finanziare l’opera, lo sforzo da parte della Provincia, che è riuscita a reperirli di nuovo tramite alienazioni immobiliari nell’ultimo biennio, e la costruzione di una partnership che ha coinvolto anche la Regione Emilia Romagna, le associazioni di categoria, banche e privati i quali, con una partecipazione inedita, hanno contribuito a coprire i costi dell’opera. Rimaniamo convinti, avendo ripercorso ed esaminato tutti i passaggi che hanno portato all’aggiudicazione dell’opera, della correttezza  delle procedure seguite dalla Provincia, per cui abbiamo speranza che la vicenda possa concludersi con un pronunciamento che vada in questa direzione».

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