«Conoscevo Bobo dal 1985 Per me era come un figlio»
Don Ercole Artoni ricorda il 56enne morto nell’auto precipitata nel Crostolo Sarà il sacerdote fondatore della Papa Giovanni XXIII a celebrare i funerali
REGGIO EMILIA. Sarà don Ercole Artoni a officiare i funerali di Giulio Roberto Riva, il 56enne deceduto nella notte fra mercoledì e giovedì in un tragico incidente stradale. Lo storico fondatore della fondazione Papa Giovanni XXIII pronuncerà le parole che nel giorno dell’addio ricorderanno “Bobo”, così chiamato dai suoi amici di sempre. Una decisione partita dallo stesso don Ercole, visto lo storico e decennale impegno di Riva nella Papa Giovanni e il particolare rapporto affettivo che legava i due.
«Per me era come un figlio – ha spiegato il don – lo conoscevo dal 1985 quando da Milano venne a Reggio Emilia per darci una mano nella nostra attività di volontariato. Pensi che la sera dopo l’incidente dovevo andare a cena con lui, quando mi hanno avvertito della sua morte sono rimasto sconvolto».
Una collaborazione, quella di Riva, che nel 2002 lo ha portato a fondare assieme al don la Papa Giovanni: «Era una persona buona e straordinaria, sono io che l’ho sposato con la prima moglie a Bagnolo, “Bobina” la chiamavamo, poi purtroppo deceduta a causa di una malattia. Tempo dopo conobbe Mirella, da cui ha avuto una splendida bambina. Le ho sentite ieri per telefono e ho detto loro che Bobo verrà accolto da nostro Signore fra le sue braccia, purtroppo su questa terra siamo solo di passaggio e lui ha l’amore per cancellare tutte le colpe che possiamo aver compiuto in vita».
La data dei funerali però resta ancora da fissare e a deciderlo saranno le due sorelle di Roberto, residenti a Milano, e la sua famiglia di Bagnolo in Piano. Bobo, nelle strutture residenziali e di avviamento al lavoro della fondazione e lungo le strade, svolgeva il ruolo di educatore fino a pochi mesi fa, quando i rapporti con la Papa Giovanni XXIII si erano interrotti.
Poi la terribile tragedia che nel giro di poche ore ha fatto il giro di parenti, amici e colleghi, viaggiando di telefono in telefono.
Riva, secondo quanto raccontato da chi lo conosceva, non era reperibile al telefono da diverse ore ma nessuno avrebbe potuto immaginare la vera motivazione: il suo cellulare era rotto, sommerso dall’acqua del Crostolo in cui era finito con la sua macchina.
Poi il recupero della vettura e del corpo, il riconoscimento del documento di guida già parzialmente danneggiato dall’acqua e la conferma della polizia municipale di Reggio Emilia ai familiari, poi chiamati per il riconoscimento del corpo.
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