Gazzetta di Reggio

Reggio

«I profughi buoni controllino quelli cattivi»

di Luciano Salsi
«I profughi buoni controllino quelli cattivi»

Fanno discutere le mozioni di Alleanza Civica in consiglio lunedì. Capelli (Pd): «Sono discriminatorie»

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REGGIO EMILIA. Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani toccano qualche nervo scoperto con le due mozioni sulla sicurezza che saranno discusse lunedì dal consiglio comunale. I consiglieri di Alleanza civica chiedono al sindaco di fornire informazioni dettagliate sul tema dell’immigrazione e propongono di affiancare alle forze di polizia alcuni immigrati ben inseriti e integrati con funzioni di «controllo» nei confronti dei loro connazionali. Andrea Capelli, capogruppo del Pd, insorge ritenendo l’iniziativa impropria, pretestuosa e contraddittoria.

A suo parere essa è viziata dal pregiudizio nei confronti degli stranieri, considerati a torto responsabili dei numerosi reati compiuti in città. Rubertelli e Bellentani chiedono che il sindaco e la giunta forniscano «un dettagliato resoconto» sul numero di immigrati giunti nella nostra città nel biennio 2014-2015, sui costi sostenuti dal Comune e sui «progetti di inserimento e integrazione degli stranieri», nonché sui risultati finora prodotti.

«Tutto ciò – spiegano – al fine di consentire una reale integrazione degli stranieri nella nostra società e tutelare il rispetto e la dignità delle persone, mediante una corretta identificazione di chi si trova sul nostro territorio e la predisposizione di idonei progetti di integrazione sociale, anche organizzando all’uopo corsi di lingua italiana e di educazione civica e coinvolgendo chi accogliamo nella nostra città in lavori socialmente utili».

Con l’altra mozione Alleanza civica propone di coinvolgere nel controllo del fenomeno immigratorio «alcuni volontari tra gli immigrati più responsabili e inseriti nella nostra società, appartenenti alle stesse etnie (o paesi di origine) domiciliate nei territori da presidiare». Previa una «debita formazione» queste persone dovrebbero essere affiancate «in ausilio alle forze dell’ordine», dimostrando con i fatti che «le forze dell’ordine non sono un nemico da combattere, ma solo tutori dell’ordine al servizio della comunità».

«Per avere le informazioni richieste – obietta Capelli – sarebbe bastata una richiesta di accesso agli atti o un’interpellanza. La mozione è solo un pretesto per fare polemica sugli immigrati». Secondo il capogruppo Pd è ancora più grave il secondo documento: «Rigettiamo l’idea – spiega – che il problema della sicurezza sia legato all’immigrazione. È tragicomico, poi, che si vogliano incaricare dei volontari immigrati. Non si capisce cosa siano, se delle ronde o degli ausiliari. Mi sembra un tentativo, da parte dei proponenti, di mascherare le loro discriminazioni. Nella prima mozione si sottintende che gli immigrati causino insicurezza, mentre nella seconda li si indica come un baluardo per la sicurezza».

Cesare Bellentani assimila questa levata di scudi alla reazione provocata nella maggioranza consiliare da un’analoga mozione presentata da Alleanza civica l’anno scorso: "Daniele Marchi, allora consigliere, si stracciò le vesti accusandoci di essere razzisti e xenofobi. Noi, invece, vogliamo che gli immigrati si integrino in maniera onesta. L’immigrazione è un fenomeno incontrastabile».

«Abbiamo fatto – aggiunge Cinzia Rubertelli – proposte costruttive. Siamo in balìa della criminalità. Una parte degli stranieri non si integra. Chiediamo la collaborazione attiva degli immigrati con le forze dell’ordine nello stesso spirito della recente intesa fra il sindaco e il prefetto per il controllo di comunità».

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