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In arrivo cinque richiedenti asilo «Controlleremo la situazione»

di Ambra Prati
In arrivo cinque richiedenti asilo «Controlleremo la situazione»

Canossa: giovedì sera a teatro partecipata assemblea con i referenti della Dimora d’Abramo Il gruppo alloggerà dietro il municipio. I cittadini hanno chiesto controlli ed espresso perplessità

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CANOSSA. Arriveranno lunedì i cinque richiedenti asilo (giovani uomini di età dai 18 ai 28 anni, provenienti dall’Africa sub-sahariana) per i quali la Dimora di Abramo ha siglato un contratto di affitto per un anno nella palazzina di via Costa 16, in pieno centro a Ciano.

È quanto è emerso giovedì sera nell’assemblea pubblica, convocata dal Comune su richiesta dei residenti: quelli del civico 18, dove i rifugiati abiteranno un appartamento al terzo e ultimo piano, ma anche quelli dello stesso civico facenti parte del condominio “La Fornace2 (le due palazzine sono divise da un giardino).

Il teatro Matilde di Canossa non era pieno, ma l’assemblea aperta è stata partecipata: una ottantina i cittadini impazienti di fare domande, dopo quella riunione condominiale del 13 febbraio scorso, quando la novità era stata comunicata ai residenti, gettando lo scompiglio nel piccolo paese.

A prendere la parola per primo è stato il presidente della Dimora d’Abramo, Luigi Codeluppi, che nel suo lungo intervento ha spiegato come funziona il programma di accoglienza e ha fornito i dettagli della permanenza dei cinque richiedenti asilo: tre giorni la settimana si recheranno a Reggio Emilia per seguire i corsi di lingua italiana; un referente li accompagnerà a fare la spesa; provvederanno in autonomia a prepararsi i pasti e a pulire.

Di fronte alla sottolineatura che la presenza del referente tre volte la settimana è insufficiente, e alla richiesta di maggior presidio, Luigi Codeluppi si è impegnato – in base alle risorse disponibili – «a monitorare il più possibile la situazione, soprattutto nella fase iniziale».

Una decina gli interventi dei cittadini seduti in platea, a partire da un condomino, che ha precisato come la serata avesse uno scopo puramente informativo e non un carattere politico.

Alcuni hanno espresso i loro timori sul fronte sicurezza («Ho diversi nipoti, sono preoccupata per la loro incolumità», «Abbiamo ragazze giovani che escono all’alba per andare a scuola»). Altri hanno sottolineato che gli immigrati devono essere occupati («Ma cosa fanno tutto il giorno?», «Non vogliamo vederli bighellonare da mattina a sera»).

Una signora della Fornace ha criticato i tempi di comunicazione: «Avete dimostrato poco rispetto per i residenti, ci avete messo di fonte al fatto compiuto».

«Comprendo e condivido i timori dei residenti – ha commentato il sindaco di Canossa, Luca Bolondi –. Intanto abbiamo ottenuto ulteriori rassicurazioni su un maggior presidio, poi verificheremo giorno per giorno se il progetto funzionerà. I residenti saranno ottime sentinelle: li invito a segnalare al Comune o ai carabinieri eventuali comportamenti inopportuni».

All’assemblea pubblica sono state invitate anche le associazioni di volontariato del territorio. «Sull’impiego dei richiedenti asilo faremo ora una riunione ad hoc, solo con il mondo del volontariato, per risolvere gli aspetti burocratici, piuttosto complessi», ha concluso Bolondi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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