Sarzano, la Soprintendenza dà l’ok ma il Comune blocca i ricercatori
CASINA. Una nuova attività di studio sul castello di Sarzano, che due giovani ricercatori avevano programmato in queste settimane, è stata rinviata a causa dei recenti e discussi lavori condotti...
CASINA. Una nuova attività di studio sul castello di Sarzano, che due giovani ricercatori avevano programmato in queste settimane, è stata rinviata a causa dei recenti e discussi lavori condotti attorno alla rupe, che hanno visto non solo un'ampia azione di potatura delle piante sul versante dell'altura su cui sorgono mastio e torre, ma anche la realizzazione di una strada temporanea di cantiere.
A dare notizia del rinvio dello studio sono Arris Di Donato e Federica Rabotti, due giovani professionisti con la passione comune per le architetture storiche e le tradizioni locali, impegnati nel progetto “Sarzano Inside”.
«Avevamo ottenuto le autorizzazioni, anche alla Soprintendenza, per compiere ricerche nella zona di Sarzano attraverso un georadar, una tecnologia che, grazie ad impulsi radio, permette di individuare nel terreno materiali con diverse densità, restituendo una immagine digitale molto simile ad una Tac, senza la necessità di alcuno scavo. Una ricerca che avrebbe permesso di conoscere più a fondo la zona del castello e gli immediati dintorni. Ma quando tutto stava per partire, il Comune ci ha revocato l’autorizzazione adducendo la necessità che la Soprintendenza si pronunci sulla situazione del castello». Proseguono i due giovani ricercatori: «La revoca dell’autorizzazione è stata giustifica con motivazioni, secondo noi, futili e opinabili e con un preavviso brevissimo. Gli interventi su Sarzano sono stati programmati diverse settimane prima e sarebbe stato possibile avvisarci in anticipo. Non ci risulta siano presenti sul sito sigilli giudiziari o atti legali che impediscano il regolare accesso dei visitatori. La revoca dell’autorizzazione ha creato all’associazione un grosso danno di immagine: erano stati attivati contatti e con diverse istituzioni quali Soprintendenza di Bologna, Istituto italiano dei castelli, Collegio dei geometri di Reggio, Istituto geometri di Castelnovo Monti, e c’era già un forte interesse. Dopo la brutta figura con gli scavi non autorizzati, l’amministrazione comunale avrebbe potuto dimostrare sensibilità e interesse verso le attività culturali, ma non è stato così. Le operazioni in programma erano non invasive e non avrebbero comportato alterazione dei luoghi. Qualora l’amministrazione volesse riprende il progetto, siamo disponibili a valutare le possibili date di lavoro senza intralciare le eventuali opere di ripristino». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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