Unieco, martedì via ai 170 licenziamenti
Zaniboni (Cgil): «Non è stato possibile trovare una mediazione». Volta (Legacoop): «Serve una riorganizzazione strategica»
REGGIO EMILIA. Per 170 lavoratori di Unieco il 28 febbraio partirà la lettera di licenziamento e il provvedimento avrà effetto dal 15 maggio prossimo, al termine della cassa integrazione straordinaria che sarà in vigore fino ad allora. La conferma che la situazione in Unieco si sta ulteriormente complicando per circa la metà delle 342 unità ancora in forza alla cooperativa, è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri dal sindacalista della Fillea - Cgil Rudi Zaniboni, che era presente in azienda per seguire i lavoratori che fino lunedì prossimo sceglieranno la mobilità volontaria usufruendo di un piccolo incentivo economico. «A questa situazione _ ha spiegato il sindacalista _ si è arrivati dopo che sia l'esame congiunto a livello provinciale della durata di 45 giorni sia quello a livello regionale di 30 giorni si sono chiusi senza un accordo. Ed è il primo caso in cui si arriva a un procedimento di mobilità unilaterale non volontaria nel settore cooperativo delle costruzioni. La stessa cosa non è avvenuta, infatti, per Cmr o Orion e altre aziende». Il sindacato ha cercato «una soluzione di riduzione del personale che fosse meno traumatica come è stato fatto negli altri casi, ma con Unieco non è stato possibile trovare alcuna mediazione».
Fin qui la posizione del sindacato che ha assicurato a tutti i lavoratori la propria assistenza, compresi a coloro che opteranno per l'uscita volontaria dall'azienda a fronte di un piccolo incentivo economico.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta partendo dal fatto che il 10 gennaio scorso Unieco ha depositato presso il Tribunale di Reggio la richiesta di concordato in bianco. Da allora la situazione è cambiata, sostiene Volta e «stiamo lavorando a un progetto che prevede un'unica società di costruzioni, nella forma cooperativa, per il nostro territorio. Siamo consapevoli che solo attraverso una riorganizzazione strategica, che dia concrete possibilità di sviluppo sui mercati, potremo attrarre le risorse necessarie per un vero rilancio». Fatta questa premessa Volta aggiunge: «Quando il progetto sarà pronto andremo a proporlo ai gruppi dirigenti di tutte le aziende di costruzioni nostre associate, consapevoli che l'adesione non è scontata. Ognuno deve scegliere la propria strada e prendersi le proprie responsabilità, sapendo che il punto finale di decisione è stato, è e sarà sempre nelle mani della cooperativa. Senza dimenticare che un dirigente delle cooperative deve prima di tutto garantire la mutualità». Che in questo caso significa, conclude Volta, «la tenuta del posto di lavoro e della garanzia del risparmio».
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