L’intensa commozione dei docenti
Ceccati, prof del Mandela: «Esperienza di crescita». Bini: «Un grazie a Istoreco»
BERLINO. Il Viaggio della Memoria è pensato sui ragazzi e le ragazze delle superiori, ma non potrebbe vivere senza gli sforzi di tanti. A partire dai docenti che affiancano gli studenti sia nel lungo percorso formativo proposto da Istoreco sia, ovviamente, nei giorni principali, quelli sui luoghi.
Luoghi a volte davvero difficili da affrontare, come Ravensbrück. Da qui parte la riflessione di Francesco Ceccati, docente del Mandela, l’istituto professionale di Castelnovo Monti. Quella nel memoriale all’interno dell’ex campo femminile si è rivelata «un’esperienza magnifica. È un'emozione visitare un campo così particolare, e aiuta a motivare gli studenti. I ragazzi vanno motivati in ogni cosa che fanno, ogni evento non deve essere inteso come fine a sè stesso ma deve fare parte di un percorso», ragiona l’insegnante. E questo percorso, «a propria volta, deve intrecciarsi con la memoria, quella memoria che i ragazzi devono costruire».
Questa è «la parte più difficile, i ragazzi però si prestano volentieri e la loro voglia e la loro freschezza sono un grande stimolo anche per noi».
Un’altra partita fondamentale è quella delle istituzioni. Fra i Comuni reggiani, Castelnovo Monti negli ultimi anni è certamente uno dei più attivi sul campo della memoria, e per il secondo anno di fila il sindaco Enrico Bini ha partecipato al viaggio, girando con un pullman della scuola del suo paese. Anche lui ha visitato Ravensbrück in una giornata di gelo, pioggia e vento. «È stata una giornata intensa, piena di commozione, l’anno scorso sono andato a Terezin, al campo dei bambini, quest’anno ho visto quello delle donne. Devo dire di essere impressionato da come vengono preparati i viaggi, Istoreco ci accompagna rispetto a un cammino di memoria, un cammino che insegna ai ragazzi a non incorrere negli errori del passato», racconta Bini. E il viaggio diventa così «una base positiva, una base su cui lavorare con i ragazzi: il futuro non si cancella, ma va scritto, e questi non sono momenti molto facili. Perciò grazie a Istoreco per quello che fa». (adr.ar.)
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