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Nuovi furti, i cittadini di Fogliano scendono in strada

Enrico Lorenzo Tidona
Nuovi furti, i cittadini di Fogliano scendono in strada

Tre colpi in un palazzo di via Meglioli, due in via Quasimodo. «Non c’è pace, servono misure urgenti». Poi la lettera al prefetto

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REGGIO EMILIA  La pace per decine di famiglie di Fogliano si è spezzata. Per alcuni di loro, per timore di trovarsi la casa svaligiata, forse irrimediabilmente. Tutta colpa dei ladri protagonisti dei raid che, anche venerdì, hanno ripreso di mira gli appartamenti del popoloso quartiere alle porte di Reggio. Un quartiere dormitorio, che si svuota di giorno per tornare a riempirsi la sera.

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Ed è proprio al calar del sole, differentemente da quanto si potrebbe pensare, che i ladri-acrobati si fanno vivi, come venerdì sera in via Meglioli. In pochi minuti e con il palazzo in pieno fermento per i preparativi della cena nelle diverse abitazioni, hanno scelto con cura i tre appartamenti dell’edificio al civico 7/5, rimasti ancora vuoti. «Si sono arrampicati, vedete lì il muro esterno ancora sporco, con i segni delle scarpe - ci indica Luigi Tufo, residente nel condominio abitato da 6 famiglie - Hanno rubato nell’appartamento al primo piano e poi sono saliti su al secondo piano e hanno rubato in altri due, tagliando in uno l’inferriata. Io ero a casa mia, dall’altra parte del palazzo e non ho sentito nulla. Sono uscito e mi sono trovato fuori di casa le auto della polizia».

Un colpo messo a segno con agilità, con l’auto lasciata a distanza. Sempre la stessa sera altri due colpi in via Quasimodo, dall’altra parte del campo. «Forse sono arrivati e se ne sono andati a piedi nella campagna circostante - racconta Tufo - Ma è incredibile, sono degli acrobati. In questi giorni c’è un furto dopo l’altro qui. Per fortuna che è appena venuto a Reggio il capo della polizia Gabrielli. Qui servono subito delle contromisure».

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Tufo è solo l’ultimo residente che ieri pomeriggio è sceso in strada per raccontare le disavventure del quartiere. Un capannello con una dozzina di residenti che si sono già organizzati nelle ultime settimane tramite la chat di WhatsApp, il servizio di messaggistica istantanea via telefono cellulare, con il quale cercano di fungere da vedette gli uni per gli altri.

Uno sforzo comunitario che precede il controllo di comunità al centro del protocollo firmato dalle istituzioni reggiane proprio con il capo della polizia Franco Gabrielli a Reggio Emilia, il quale ha affermato però che non ci sono rinforzi in vista. «Vogliamo telecamere all’imbocco dei quartieri» è una delle proposte lanciate dai residenti, «ma se vieni preso e non resti dentro non c’è deterrente» è la tesi ribadite più volte ieri. «La Lega Nord questa sera fa una fiaccolata per la sicurezza ma noi non vogliamo diventare lo stendardo di alcun partito» dice Sergio Torelli, altro residente di Fogliano, vittima di un furto in casa sei giorni fa: «Noi vogliamo un rapporto diretto e risposte dalle nostre istituzioni locali».

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Ecco allora che è partita sempre ieri una nuova lettera al sindaco Luca Vecchi e al prefetto Raffaele Ruberto, dopo quella già inviata il 20 febbraio scorso, come ci preannuncia Paola Mina, un’altra residente. «Già lo scorso 20 febbraio abbiamo manifestato, con toni che riteniamo ragionevoli, civili e pacati, il disagio dovuto ai numerosi furti in abitazione che accadono da diverso tempo nella nostra frazione di Fogliano e che, negli ultimi giorni, hanno registrato un aumento che desta molta preoccupazione», riporta la missiva.

Ma «al di là dei protocolli d’intesa e della loro sottoscrizione in pompa magna», scrivono, «ad oggi, le iniziative tangibili richieste non siano state intraprese». Ecco allora che «gli accordi di collaborazione tra cittadini e tra cittadini ed istituzioni hanno la loro utilità e raccoglieranno sempre il nostro favore e la nostra partecipazione, ma non si può pensare che siano la soluzione del problema. Occorrono rimedi che sfuggono ai poteri dei comuni cittadini e che invece attengono a quelli delle istituzioni. Pertanto, rinnoviamo l’appello alla sua sensibilità affinché lei faccia quanto è nei suoi poteri per arginare il problema».

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