Piano lupi, ancora un rinvio Scontro tra Wwf e agricoltori
VENTASSO. Si è chiusa con un nuovo rinvio la Conferenza Stato-Regioni sul discusso “Piano lupi”, che secondo le indicazioni del ministro Galletti dovrebbe prevedere piani di selezione (ovvero...
VENTASSO. Si è chiusa con un nuovo rinvio la Conferenza Stato-Regioni sul discusso “Piano lupi”, che secondo le indicazioni del ministro Galletti dovrebbe prevedere piani di selezione (ovvero abbattimento) per alcuni capi di lupo.
Per la seconda volta consecutiva si è arrivati ad un rinvio che non ha comunque placato il dibattito tra i due fronti contrapposti su questo possibile provvedimento. Un piano che arriva dopo 46 anni di rigorosissima tutela della specie, violata solo da atti di bracconaggio che purtroppo, negli ultimi anni, sono aumentati di frequenza con la maggiore diffusione della specie.
Il Wwf ha chiesto ancora alle istituzioni di approvare il piano ma eliminando la possibilità di uccidere i lupi. La stessa richiesta è stata fatta anche Lndc, Enpa, Lipu, Lac, Lav, Animalisti Italiani e Leidaa che, sostenute anche da una forte mobilitazione collettiva, hanno ribadito con fermezza la loro posizione contraria ad ogni ipotesi di abbattimento.
In campo sono scesi anche le categorie che sostengono il “Piano lupi”. Le associazioni agricole si sono organizzate manifestando a favore dell’ipotesi di abbattimento per alcuni capi. Ad esempio la Cia della vicina Toscana ha ribadito che «il progetto è una priorità, va approvato nel più breve tempo possibile, ne va del futuro dell'economia di intere aree rurali, in particolare quelle montane e svantaggiate che vedono gli allevatori esasperati dai continui attacchi dei predatori».
Per ora il piano resta in stand by, con le due ipotesi operative. Restano quindi in campo sia l’approvazione stralciando la possibilità di abbattere alcuni capi, oppure approvazione senza modifiche e quindi prevedendo l’abbattimento. (l.t.)
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