«Siamo pronti per diventare delle vedette»
Il comitato “storico” di Fogliano chiede l’avvio immediato del protocollo per il controllo di comunità
REGGIO EMILIA. Il protocollo del “controllo di comunità” è già stato firmato. In pratica regolamenta i gruppi di cittadini che vogliono dare il loro contributo sulla vigilanza e sulla sicurezza di un delimitato territorio. Ora, però, bisogna renderlo operativo. E per chi, come Maria Cristina Bigi, lo attende da lungo tempo, bisogna attivarsi subito. Bigi è referente del comitato “storico” di Fogliano e Due Maestà, operativo ben prima dell’ultima escalation di furti che ha fatto inviperire un nuovo gruppo di cittadini.
«Ci dobbiamo mettere in contatto con loro per formare un unico gruppo agli occhi delle istituzioni - spiega Bigi - Il controllo di comunità è già attivo in diversi comuni del nord Italia e in questi sono calati i furti. Quindi funziona e non vediamo l’ora di poterlo attivare anche qui. Siamo già stati dall’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti il 10 gennaio per informarci sul da farsi. Adesso aspettiamo che ci chiamino per la formazione dei referenti e partire con il sistema via chat».
Anche questo comitato “storico” è quindi «perfettamente d’accordo che ci vorrebbero più controlli delle forze dell’ordine ma in alcuni comuni come Montecchio Emilia la collaborazione dei cittadini sta funzionando. Lo sappiamo tutti che di risorse non ce ne sono tante e che un controllo giorno e notte da parte delle forze dell’ordine non lo possiamo pretendere. Il problema dei furti non esiste solo in una via o in una determinata zona, ma tocca tutti: esiste da tempo e in tante altre zone. Capiamo l’arrabbiatura di una parte di residenti di Fogliano per i diversi episodi in poco tempo e nella stessa via ma il problema è di tutti e solo collaborando tra noi e con le istituzioni si possono trovare soluzioni. Non deve essere una lotta tra vie perché dove ora stanno rubando di più lì debbano essere fatti più controlli. Noi del Comitato Fogliano-Due Maestà chiediamo più sicurezza e se vedremo che il controllo di comunità non servirà a prevenire i furti lo faremo presente. E chiediamo fin d’ora più controlli delle forze dell’ordine perché un dato di fatto è che oggi la realtà dei nostri quartieri è cambiata e di conseguenza, anche i controlli e la loro modalità devono cambiare». (e.l.t.)
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