Spaccio, sotto terra il tesoretto di Rudy
Guastalla-Gualtieri: il nascondiglio del parrucchiere non è sfuggito ai carabinieri, altri duemila euro trovati nella sua auto
GUALTIERI. Vi sono diverse stranezze nella vicenda di droga che riguarda il parrucchiere 60enne Rudy Mora, in cella alla Pulce dal novembre scorso sotto il peso di ben tre ordinanze di custodia cautelare in carcere connesse a cospicui sequestri di stupefacenti (ben 12 chili fra cocaina, hascisc e marijuana) e di soldi in contanti.
Proprio su quest’ultimo aspetto, cioè la massiccia disponibilità di contanti, non mancano le sorprese, a partire dal ritrovamento – nel primo blitz dell’autunno scorso – di un quantitativo non indifferente di banconote addirittura sepolte sotto terra, ma alla fine dello scavo recuperate dai carabinieri. Però non ci sono solo migliaia di euro intrisi di terra, ma anche fior di mazzette accuratamente suddivise e nascoste in vari posti ritenuti sicuri, invece a più riprese individuati dai carabinieri (di Parma, Guastalla e Gualtieri). Denaro che ora è spuntato anche dall’auto di Mora messa sotto sequestro fin dal giorno dell’arresto: si tratta di circa duemila euro. Al tirar delle somme, un’importante disponibilità di contanti (sui 700mila euro) da parte del parrucchiere gualtierese che, al momento, non avrebbe una spiegazione certa. Perché tenere nascosti tutti quei soldi (di recente sono stati trovati a Gualtieri 135mila euro in un garage in uso a Mora), visto che solitamente chi opera nell’ambiente del traffico di stupefacenti ha poi mille maniere per riciclare il denaro incassato? Non è chiara nemmeno l’ampiezza di questo “giro” con epicentro Gualtieri e Guastalla, cioè in un’area strategica della Bassa che è un veloce crocevia verso tre province (Mantova, Parma e Modena). In quest’operazione antidroga sono sei le persone finite nei guai, ma da quanto “filtra” quella di Rudy Mora viene considerata la posizione preminente, come anello di collegamento fra chi lo riforniva di tutta quella droga (gente di sicuro piuttosto organizzata) e lo spaccio alla clientela che è da presumere nutrita e disposta a spendere visto che sono già stati sequestrati 12 chili di stupefacenti e quella “montagna” di quattrini. Accuse che pendono come un macigno sul parrucchiere e gli fanno rischiare parecchi anni di carcere. «Stiamo valutando le iniziative da intraprendere – si limita a dire l’avvocato difensore Noris Bucchi – alla luce di una situazione che si è fatta pesante».
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