Gazzetta di Reggio

Reggio

Treni: la Regione cede le linee allo Stato

Treni: la Regione cede le linee allo Stato

Con questo passaggio soldi freschi per il piano regionale di investimenti per 1,4 miliardi. Anche Seta verso l’aggregazione

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Tre nuovi treni, elettrificazione delle linee e installazione del sistema “anti-collisione” sui monobinari. Sono le principali novità sui treni locali reggiani annunciate ieri nel rivoluzionario piano dei trasporti della Regione. Non solo: la rete ferroviaria locale sarà interamente trasferita allo Stato in cambio di investimenti per rendere più moderne le linee. Parlando di trasporti su gomma reggiani viene tirata in ballo anche Seta, che potrebbe diventare parte di una holding regionale insieme alle altre aziende di trasporto locali a maggioranza pubblica.

Questa rivoluzione riguarda però tutto il trasporto pubblico regionale, che dovrà diventare sempre più competitivo e capace di rispondere alle esigenze dei passeggeri. La Regione Emilia-Romagna rilancia così la sfida sulla mobilità, con un piano di investimenti monstre da 1 miliardo e 400 milioni.

NUOVI MEZZI. Fra gli interventi spicca il rinnovo del parco mezzi: entro il 2019 in Regione entreranno in servizio 75 nuovi treni, 22 già da quest'anno. Saranno invece 600 i nuovi autobus per il territorio regionale entro il 2020 (191 dal 2017), e 339 saranno a metano. Novità tecnologiche anche per i passeggeri: la carta “Mi muovo” potrà essere utilizzata anche dagli abbonati ai treni del servizio regionale del circuito Trenitalia e funzionerà come una tessera ricaricabile per acquistare biglietti di autobus e treni regionali. Sono in programma la creazione di un'app per conoscere gli orari in tempo reale, la possibilità di acquistare i biglietti con la tecnologia Nfc, l'installazione del Pos “contactless” su tutti gli autobus e la possibilità di acquistare on line anche i biglietti dei treni regionali.

MENO POLTRONE. Fra i punti del piano sulla mobilità pubblica c'è anche la riforma della governance del trasporto su gomma: le opzioni prevedono la creazione di un’unica agenzia regionale - al posto delle attuali nove - con i relativi presidi territoriali, o la fusione in quattro agenzie delle sei attuali. La proposta della Regione punta dunque ad aggregare in un’unica holding regionale le aziende di trasporto a maggioranza pubblica (Tper, Tep, Start Romagna e Seta). «Daremo una risposta epocale ai pendolari», afferma l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini, che coglie l’occasione per annunciare la volontà di «trasferire allo Stato l'intera rete regionale ferroviaria, operazione che consentirebbe un accordo tecnico fra Regione e Rfi per 380 milioni di investimenti per le nostre reti ferroviarie regionali». «Un impegno straordinario - aggiunge il presidente della Regione Stefano Bonaccini - Si tratta di una politica industriale che offre contributi in termini di servizio e occupazione e qualità dell’aria». Il trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna vede oltre un milione di passeggeri al giorno: 850mila su gomma e 150mila su ferro, in continua crescita. Più di 7.200 i dipendenti, come un’azienda da 650 milioni di fatturato.

ARIA PIÙ PULITA. Il piano prevede il rinnovo del parco mezzi, con l’immissione su tutto il territorio regionale di centinaia di autobus ecocompatibili e treni. «Per un trasporto pubblico sempre più sostenibile, comodo, di qualità, capace di rispondere alle esigenze dei tanti cittadini - mediamente il 13% degli emiliano-romagnoli - che ogni giorno per spostarsi usano autobus e treni». Per realizzare questa rivoluzione bisognerà mettere in campo le diverse riforme contenute nel progetto di valorizzazione del trasporto pubblico, che la Regione discuterà con enti locali, aziende, agenzie, parti sociali a partire da marzo, con incontri e seminari organizzati nelle nove province.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google