In arrivo 10 nuovi primari entro fine anno
Verso l’unificazione tra Ausl e Santa Maria Nuova: il vero nodo è rappresentato da uffici e servizi
REGGIO EMILIA. Procede senza intoppi il percorso di unificazione tra Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova e Ausl. La scadenza è già stata fissata e concordata per il primo luglio 2017 e ci si arriverà con molti tasselli che nel frattempo sono finiti al loro posto. Tutto il percorso di unificazione è partito e il primo punto fermo è stata la nomina a direttore generale dell'Azienda Ospedaliera (e futuro dg dell'unica azienda) di Fausto Nicolini. Una scelta fortemente voluta dal sindaco di Reggio Luca Vecchi e dal presidente della Provincia Giammaria Manghi e attivata con sei mesi d'anticipo rispetto ai progetti iniziali anche della Regione, proprio per mettere nelle condizioni il futuro numero uno della sanità reggiana di guidare il percorso di integrazione. Dalla sua nomina a oggi Fausto Nicolini - che nel frattempo ha confermato Giorgio Mazzi nel ruolo di direttore sanitario dell'azienda ospedaliera - ha centellinato le sue uscite pubbliche e sta lavorando per trovare un giusto equilibrio tra due realtà, la cui integrazione è tutt'altro che semplice. Entro fine anno infine dovranno essere nominati una decina di nuovi primari. Anche in questo caso alcune scelte sono già state compiute. Come nel caso di Anatomia Patologica e Ginecologia Oncologica con il concorso in quest'ultimo caso che si è svolto la corsa settimana. Dal primo marzo inizieranno le procedure per la nomina dei primari di Neurologia e di Geriatria, mentre Cardiologia, un altro reparto in attesa di un nuovo primario, fino a luglio sarà retto con il ruolo di facente funzione dal dottor Navazio che è primario del reparto di Cardiologia di Guastalla e vanta un passato recente di medico nel reparto di cardiologia reggiano dove si è formato ai tempi di Guiducci.
I problemi maggiori riguarderebbero l'integrazione degli uffici e dei servizi. Il primo passo è consistito nell'unificazione dei servizi amministrativi avvenuta già da un anno e il secondo (anch'esso già operativa) è stato quello di dar vita a dipartimenti interaziendali. Sulla base di un disegno che vede l'Ircss reggiano funzionare come hub, (cioè punto di riferimento per altri presidi ospedalieri) uniformando i trattamenti su una strada avviata da tempo. Più complesso trovare la quadra tra i diversi uffici e funzioni, con più persone che nelle due aziende fino a ieri - e in parte anche oggi - si occupano delle stesse questioni. (r.f.)
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