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Pd, l’ex assessore ai saluti «La misura ora è colma»

Pd, l’ex assessore ai saluti «La misura ora è colma»

Alessandro Roccatagliati restituisce la sua tessera e si dimette da garante «Sento l’esigenza di unirmi ai compagni che danno vita al nuovo movimento»

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REGGIO EMILIA. «La misura per molti di noi si è colmata». E ancora: «Da uomo e attivista politico dalle passioni progressiste mai dome, avverto l’esigenza, e quasi il dovere, di unirmi ai molti altri amici e compagni che danno vita ad un soggetto politico inedito». È con una lunga lettera, pubblicata sul suo profilo Facebook e indirizzata al segretario provinciale, Andrea Costa, al presidente della Commissione garanzia Pd, Raffaele Leoni, e al consigliere comunale, Federico Montanari, segretario del circolo 3, che l’ex assessore alla Cultura del Comune di Reggio Emilia, Alessandro Roccatagliati, annuncia la sua uscita dal Pd, restituendo la tessera e rassegnando le sue dimissioni da membro della commissione di garanzia del partito.

Una nuova uscita da parte di un esponente ormai ex Pd, con la decisione di aderire alla nuova formazione politica nata attorno alle figure di Pierluigi Bersani, Roberto Speranza ed Enrico Rossi, quei “Democratici e progressisti” che sabato hanno tenuto a battesimo la nascita del nuovo movimento.

«Negli ultimi due, tre anni – scrive Raccatagliati – sotto la guida di Matteo Renzi e del gruppo dirigente da lui selezionato ho visto spostarsi il Pd nazionale verso posizioni politiche di merito e costumi di vita di partito per me, come per molti nostri ex iscritti ed ex elettori, sempre meno condivisibili e sopportabili. Il legittimo e costruttivo dissenso nel partito e tra i parlamentari su una serie di scelte di grande rilievo, vuoi istituzionali (riforma costituzionale, legge elettorale, “deposizione” del sindaco Marino a Roma) vuoi di governo (Job’s Act, scuola, Imu prima casa, politiche di bonus), non solo non è mai stato tenuto in conto a pro di azioni politiche più efficaci, rispetto ai fallimenti sotto gli occhi di tutti, ma è stato dileggiato e svillaneggiato nelle maniere più invereconde».

Per Roccatagliati, «tutto ciò ha prodotto un allontanamento del Pd dai sentimenti e dal consenso di molti e molti cittadini italiani di sinistra e centrosinistra». Nel suo addio, l’ex assessore reggiano “assolve” il Pd locale, dove sostiene di aver trovato «quei requisiti che da sempre reputo indispensabili nella vita di una comunità politica: ascolto, rispetto delle idee e delle persone, voglia di arrivare a sintesi il più possibile condivise al fine di rafforzare la comune azione politica e di governo».

Ma, nello stesso, l’ipotesi di restare all’interno del partito trova secondo l’ex assessore un ostacolo nelle dinamiche nazionali che stanno riguardato il Pd targato Renzi: «Totale è stata la chiusura del gruppo dirigente di maggioranza, col suo massimo esponente, l’ex segretario Renzi, a distinguersi ancora una volta per protervia, sordità politica, inadeguatezza culturale al ruolo di primo responsabile d’una forza plurale quale il Pd è stato fin dalla sua nascita».

Di qui l’addio, «nel massimo rispetto di chi, restando nel Pd, continua come me a credere che in Italia il centrosinistra più ampio e plurale debba prima o poi, una buona volta, auspicabilmente al più presto apprendere le lezioni della storia recente. Con chi lavorerà per questo – conclude Roccatagliati – sono fiducioso, ci si terrà per mano e ci si ritroverà».

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