Ristoratore fa scappare i banditi armati
Brescello: tentata rapina a Sorbolo, i due sparano con la scacciacani. Il titolare: «Hanno minacciato mia moglie, ho reagito»
BRESCELLO. Ha reagito d’istinto, senza pensarci. Si è avventato contro i rapinatori nonostante uno dei due puntasse una pistola, poi rivelatasi una scacciacani, contro la moglie. Il bandito ha anche sparato due colpi a salve per intimorirlo, ma Lorenzo Codeluppi non ha avuto paura e ha costretto alla fuga i due giovani italiani che nella serata tra sabato e domenica, intorno alla mezzanotte e mezza, hanno tentato di rapinare l’incasso del suo ristorante, “La tavernetta del Lupo” a Sorbolo di Brescello. Un bottino che, per altro, sarebbe stato magro perché «ormai i clienti pagano tutti con le carte di credito».
Un atto di coraggio per difendere la sua metà, Raffaella Piroli, un gesto di rabbia per una situazione che mai avrebbe immaginato. «Nel ristorante c’erano solo due clienti in una saletta – racconta Codeluppi –. I rapinatori sono entrati nel locale mentre mia moglie era alla cassa. Avevano il viso coperto con delle sciarpe e uno aveva una pistola in pugno. Si sono avvicinati alla cassa e hanno puntato l’arma contro mia moglie. Uno ha gridato “dammi i soldi o sparo”, l’altro si è avvicinato al registratore e ha tentato di aprirlo».
Una scena da film che non ha spaventato il proprietario della Tavernetta: «Ero in una stanza affianco. Quando ho sentito le minacce mi sono detto: “Sarà uno scherzo di carnevale”. Poi mi sono affacciato e ho visto l’arma puntata contro Raffaella. Non mi ero reso conto che era innocua, ma ho urlato e mi sono fiondato verso la cassa e mia moglie».
«Ho bloccato da dietro il rapinatore vicino al registratore – racconta ancora Codeluppi –. Lui tentava di divincolarsi e io stringevo più forte. L’altro ha sparato un colpo verso mia moglie. Solo allora mi sono reso conto che era una scacciacani. Ho inveito contro i due mentre l’altro provava a spaventarmi sparando un altro colpo a salve verso di me. C’è stata una collutazione, ci siamo strattonati a vicenda e siamo caduti a terra così come gli oggetti vicini alla cassa».
Tutto è durato uno, massimo due minuti, ma abbastanza per far capire diverse cose al ristoratore: «Mi sono reso conto che erano più spaventati di me. È stata una reazione che non aspettavano. Non so dove ho trovato la forza, non so ancora perché lo ho fatto e sono consapevole che forse sono stato incosciente. Tuttavia ho reagito seguendo l’istinto».
E la sua reazione ha fatto saltare la rapina: «Il ragazzo che tenevo è riuscito a divincolarsi e tutti e due sono corsi verso l’uscita. Hanno cominciato a urlare perché non riuscivano ad aprire la porta: anziché tirare, spingevano e così per scappare hanno rotto due vetri. Io li ho rincorsi fino a metà strada, ma sono riusciti a dileguarsi correndo nei campi».
In pochi minuti in piazza Pallini sono arrivati i carabinieri della stazione di Brescello e del nucleo operativo della compagnia di Guastalla che hanno fatto scattare le ricerche dei due rapinatori in tutta la Bassa reggiana e nella vicina provincia di Parma.
Per ora i due sono riusciti a far perdere le tracce e tutto sommato anche Codeluppi ricorda il tutto con serenità. «È andata bene», sottolinea, ma poteva non andare così. «In precedenza ho subito un furto durante la notte, ma fino a ieri sera siamo stati fortunati. Non pensavamo di rischiare cose di questo tipo. Anzi, ci sentivamo dei privilegiati. Fino a pochi anni fa qui tutti andavano a letto con la porta aperta e le chiavi dentro l’auto. Ancora oggi tra vicini ci aiutiamo e controlliamo case e cose a vicenda. Purtroppo il mondo non va più così e Brescello non è più un paese speciale», conclude con amarezza Codeluppi.
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