Gazzetta di Reggio

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Seta, Reggio dice no all’azienda regionale

di Evaristo Sparvieri

Tutino e Manghi contrari alla proposta avanzata dalla Regione: «Il servizio di autobus deve restare a livello locale»

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REGGIO EMILIA. Reggio dice no. E si oppone all’ipotesi di una fusione delle aziende del trasporto pubblico su gomma, proposta dalla Regione in funzione della realizzazione di un’unica società regionale dove far confluire Seta, Tper, Start Romagna e Tep. Un progetto presentato in viale Aldo Moro nell’ambito di un maxi-piano di investimenti da 1,4 miliardi sul trasporto pubblico, su gomma e rotaia: una riforma a 360 gradi, che oltre a nuovi treni, nuovi autobus, un nuovo rapporto con Rfi e l’introduzione di nuove tecnologie per l’acquisto di biglietti e abbonamenti, prevede anche un riordino delle agenzie per la mobilità e delle società del trasporto. Per le prime, sono due le opzioni in campo: la creazione di un’unica agenzia regionale o la fusione in quattro agenzie, dove Reggio andrebbe con Modena. Per le seconde, invece, la proposta è quella di aggregare in un’unica holding regionale le aziende di trasporto a maggioranza pubblica, fra le quali appunto Seta.

Due aspetti che non convincono del tutto gli amministratori reggiani, che durante un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, hanno illustrato la loro contrarietà verso una prospettiva di questo tipo. «Sulle ferrovie – spiega l’assessore comunale alle Infrastrutture, Mirko Tutino – credo che la Regione stia seguendo la strada giusta, così come sull’integrazione tra gomma e rotaia. Apprezzo l’apertura al confronto dimostrata da Donini, ma sulla gomma la prospettiva di andare verso un’aggregazione non mi convince. Servono aziende che abbiano un rapporto con il territorio, controllabili a livello locale, come ora a Reggio, dove ho fatto partire decine di sanzioni verso Seta dietro segnalazioni degli utenti». Secondo Tutino, «c’è un patrimonio di aziende locali, come Seta, che si sta consolidando a livello interprovinciale: andare verso una dismissione per confluire in una mega-società regionale, dove tra l’altro ci sono soggetti con forti indebitamenti, mi sembra sbagliato. Seta ha già dimensioni rilevanti, servendo un bacino di 1,5 milioni di utenti».

Un tema – quello della fusione di Seta – che si inserisce nella prospettiva del nuovo bando per l’affidamento del servizio e nel solco di una rivoluzione che interesserà le agenzia della mobilità.

«La nostra posizione – spiega il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, presente all’incontro con Donini insieme al consigliere delegato e sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti, e allo stesso Tutino – è restare in un’agenzia di ambito provinciale, dal momento che riteniamo sia stato fatto un buon lavoro in un ambito cruciale per la quotidianità dei cittadini. Se non fosse possibile per questioni normative, prediligiamo la fusione con Modena piuttosto che una nuova agenzia regionale». Secondo Manghi, l’argomento si inscrive anche nell’ambito del processo di riordino istituzionale conseguente al referendum costituzionale: «Dopo la vittoria del No, le aggregazioni rappresentano una delle questioni su cui credo sia necessaria una nuova riflessione. Non possiamo ad esempio fare un agenzia per la mobilità Reggio-Modena e un piano sulle destinazioni turistiche con Parma e Piacenza. Sono percorsi che il no al referendum hanno interrotto, su cui credo sia necessario uno stop di riflessione. L’assessore si è dimostrato disponibile, prendendo atto di questa posizione condivisa anche da altri territori».

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