Distrutta dai ladri la stanza del parroco
Malviventi scatenati ieri all’ora di pranzo. Don Eleuterio: «Hanno spaccato tutto ma non c’era nulla da rubare»
REGGIO EMILIIA. Non si sono fermati nemmeno davanti ai crocifissi e alle decine di icone della Madonna appese alle pareti. Sono entrati spaccando le porte e, senza nessuna pietà, hanno distrutto la piccola camera da letto nell’affannosa ricerca di qualcosa di valore. Che però non c’era. È quello che è successo ieri verso l’ora di pranzo nella parrocchia di Sant’Alberto di Gerusalemme, in via Einstein. La chiesa che ospita una delle figure storiche della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla: don Eleuterio Agostini. Parroco emerito di Sant’Alberto e storico assistente spirituale delle Acli reggiane, è l’unico prete reggiano che ha vissuto a stretto contatto con Giovanni Paolo II durante le due giornate trascorse in città da papa Wojtyla. E proprio sotto l’immagine del Santo, gelosamente custodita all’interno di un vecchio mobiletto in legno, i malviventi hanno messo a soqquadro la sua stanza.
Ad accorgersi di tutto e dare l’allarme è stata la perpetua della parrocchia, che si occupa di accudire l’anziano parroco. Don Agostini era uscito per andare a pranzo e svolgere alcune commissioni, come fa ogni giorno, verso le 10.30. Così quando la donna è passata davanti alla sua stanza, intorno alle 12, e ha visto la porta accostata, si è insospettita. E una volta entrata ha visto il disastro: tutto era stato gettato per terra, i mobili erano a pezzi e i cassetti divelti e rotti. Tutte le porte erano state forzate, compreso un piccolo uscio in vetro ora ridotto a un cumulo di cocci.
Un’operazione meticolosa quella compiuta dai ladri, che nella disperata ricerca di oggetti di valore o contanti non hanno trascurato nessun angolo della camera da letto. Senza nessun rispetto nemmeno per la stanza, piccola e modesta, dove vive da anni l’anziano parroco. Un furto rapido, avvenuto in quel lasso di tempo, circa un’ora, fra l’uscita del don e il ritorno della perpetua. Una circostanza che fa supporre che, probabilmente, i malviventi stessero seguendo i movimenti del prete.
«Questa mattina mi sono assentato vero le 10.30 – ha raccontato don Agostini – i ladri hanno colpito fra quell’ora e le 12. Non hanno portato via nulla, anche perché non c’era nulla da rubare, ma hanno spaccato delle porte in legno, sfondato una porta a vetri e messo tutto in disordine rompendo diversi oggetti. Pare che siano entrati da una finestrina del bagno sul retro, stando a quello che mi hanno raccontato, ma ancora non lo sappiamo con precisione». Don Eleuterio è a Sant’Alberto dal 1975 ma in tanti anni non gli era mai successa una cosa simile: «Per me è la prima volta – ha concluso – ora tutte le porte andranno riparate. Certo sono un po’ spaventato anche se in realtà non sto mai da solo, ho sempre il calore dei parrocchiani, della perpetua, di don Pietro e soprattutto del mio angelo custode». Sulla vicenda ora indaga la polizia di Reggio Emilia.
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