Gazzetta di Reggio

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Ex detenuti alla Polveriera «Spazi pronti in due mesi»

di Ambra Prati
Ex detenuti alla Polveriera «Spazi pronti in due mesi»

Morsiani della Oscar Romero: «Le preoccupazioni dei residenti sono infondate» Ma prosegue la petizione di protesta. La Lega: «Bisogna risanare il quartiere»

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REGGIO EMILIA. L’Ufficio per l’esecuzione penale esterna (Uepe) tra due mesi traslocherà dalla storica sede di via Paradisi 10 all’ex Polveriera, sloggiando perfino le coop: occuperà un open space (da 450 metri quadrati) originariamente destinato a uffici cooperativi, per «motivi di sostenibilità economica». Lo conferma il presidente del Consorzio Oscar Romero Leonardo Morsiani, che dopo la petizione di protesta di parte del quartiere, spiega l’operazione: «Gli uffici del Consorzio, Coress e Dimora d’Abramo, anziché al primo piano del fabbricato A, troveranno collocazione in via temporanea nel B. Per l’Uepe dobbiamo adeguare leggermente gli spazi, ma entro un paio di mesi saremo pronti».

L’apertura dell’ufficio ha suscitato l’opposizione dell’associazione Reggio Civitas, promotrice di una raccolta firme (600 finora quelle raccolte, la sottoscrizione proseguirà fino al 4 marzo) motivata da questioni di presunta insicurezza. «Il progetto iniziale dell’ex Polveriera presentato ai cittadini non prevedeva questo servizio, ma solo il centro per la disabilità – dichiara Valentina Iannuccelli di Reggio Civitas – l’obiettivo dichiarato dell’ex Polveriera è di animare l’area: non mi pare si vada in quella direzione». Sulla vicenda è intervenuta anche la Lega: «È impensabile portare qui i detenuti senza dare la possibilità ai nostri cittadini di risanare la struttura», dichiara il segretario emiliano, Gianluca Vinci.

«I nostri utenti sono selezionati, super seguiti e non possono in alcun modo minare la tranquillità di un quartiere – ribadisce la dirigente unica delle cinque sedi Uepe in Regione, Mariapaola Schiaffelli – Non scappiamo da via Paradisi per motivi di insicurezza: potrei mostrare un documento della Questura che ci definisce presidio del territorio. Abbiamo chiesto un’altra locazione solo per motivi di spazio, per avere un alloggio più ampio e adeguato rispetto a via Paradisi, dove l’Uepe è situato dal 1989 senza aver mai registrato episodi spiacevoli, anche perché è assicurato un presidio di polizia penitenziaria. In tutta la Regione occupiamo sedi in civili abitazioni al centro delle città e solo a Reggio è sorta questa contestazione: perché? Mi vorrei appellare al ministro Delrio».

Sulla stessa linea Morsiani: «I funzionari del Ministero di Giustizia hanno visionato il luogo un anno fa, ritenendolo interessante. Anche noi eravamo indecisi, poiché c’è uno spostamento complessivo di spazi a uso uffici che è superiore a quanto stimato. Per il Ministero, il luogo è migliorativo dal punto di vista della collocazione e per noi è utile alla complessiva sostenibilità. Sul fronte sicurezza, le preoccupazioni a mio avviso sono ingiustificate: un presidio del Ministero tutela, più che generare problemi». Nel progetto originario dell’ex Polveriera l’Uepe non era previsto, ma - prosegue Morsiani «avevamo fatto tante ipotesi che poi non si sono concretizzate. Una parte dell’intervento è la fotografia statica fatta nel 2010, un’altra parte è la capacità dinamica di modificarlo a vantaggio del territorio». Morsiani sottolinea che l’Uepe coabiterà con la Sala Civica. «L’ufficio non pregiudicherà in nessun modo attività culturali, musicali e ricreative a disposizione del quartiere. Credo sia la risposta più diretta alle problematiche di degrado e insicurezza».

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