Fabbrico non dimentica il sacrificio dei partigiani
«I valori antifascisti li troviamo sempre negli articoli della nostra Costituzione che non è stata firmata solo dall’allora presidente della Repubblica Enrico De Nicola ma anche dal presidente del...
«I valori antifascisti li troviamo sempre negli articoli della nostra Costituzione che non è stata firmata solo dall’allora presidente della Repubblica Enrico De Nicola ma anche dal presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, oltre che da Umberto Terracini e dal guardasigilli Giuseppe Grassi. Non dobbiamo mai perdere di vista ciò che il legislatore, i padri della Costituzione, hanno introdotto nel nostro ordinamento giuridico: il senso di umanità. Il ventennio fascista ha cancellato questo senso di umanità. In caso contrario finiremmo per comportarci allo stesso modo degli oppressori e dei terroristi, di tiranni e carnefici». È questo uno dei passaggi chiave dell'intervento di Andrea Orlando, ministro di Giustizia, che ieri mattina ha partecipato alla celebrazione del 72° anniversario della Battaglia partigiana in cui morirono i partigiani Leo Morellini, Piero Foroni e Luigi Bosatelli, insieme ad uno dei civili in ostaggio, Genesio Corgini.
E anche ieri era presente una delegazione del Centro studi Italia e dell’Unione combattenti della Rsi radunata davanti a Villa Ferretti, con la loro bandiera e, alle spalle lo striscione che ricordava tutte le vittime della guerra civile 1943/45. Il gruppetto, comunque pacifico, è stato tenuto sotto stretta osservazione da carabinieri, agenti di polizia, uomini della Questura e della Digos anche quando i cittadini che hanno partecipato al corteo hanno cantato “Bella Ciao”.
La manifestazione è cominciata, davanti al monumento ai caduti di piazza Vittorio Veneto, nei pressi della chiesa, con l’esibizione canora diretta da Sara Stacchezzini, da parte di alcuni alunni dell’Ic. “Italo Calvino”, di un brano in lingua yiddish dal titolo “Oyfn Pripetshik” (Sul focolare), scritto da Mark Varshavski.
Il parroco don Gino Bolognesi ha letto una preghiera di Teresio Olivelli martire della fede e della carità, morto a Hersbruck, in Germania, il 17 gennaio 1945, in seguito ai tormenti della prigionia e alle continue percosse per la sua condotta religiosa e per il quale è iniziata la causa di beatificazione che ha visto una tappa importante nel dicembre 2015, quando Papa Francesco l’ha dichiarato “Venerabile”.
Da qui è partito il lungo corteo che ha sfilato per le vie del paese fino a raggiungere l’altro monumento ai caduti, situato in via Pozzi, poco fuori dal paese, dove è stata deposta una corona d’alloro. Erano presenti circa una quarantina i sindaci, tra cui il primo cittadino di Reggio Emilia Luca Vecchi, assessori, consiglieri comunali delegati, arrivati a Fabbrico, dall’intera provincia reggiana e modenese. Numerose anche le delegazioni Anpi. Presente anche Albertina Soliani dell’istituto Cervi. Il corteo era preceduto dalla banda “I 101” di Fabbrico e dal Corpo Bandistico “G. Puccini” di Rolo e dagli agenti di Polizia municipale sia dell’Unione e Pianura reggiana con i gonfaloni dei rispettivi Comuni reggiani, modenesi e mantovani che hanno preso parte alla commemorazione della battaglia partigiana.
Davanti al municipio, in via Roma, ci sono stati gli interventi conclusivi del sindaco di Fabbrico Maurizio Terzi, del presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi e del ministro della Giustizia Andrea Orlando, quest’ultimo più volte interrotto da scroscianti applausi.
Al termine, alla mensa “Falcone”, si è svolto il tradizionale “Pranzo della Resistenza”. In serata al teatro Pedrazzoli è andata in scena la performance teatrale-musicale “L'immigrazione spiegata ai ragazzi” di Gabriele Tesauri e Domenico Ammendola con la partecipazione di studenti della scuola secondaria di primo grado di Fabbrico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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