Oltre dieci milioni per togliere le sbarre
Serve un accordo tra Fer e Rfi. Gli interventi non partiranno prima di un anno e si comincerà da via Emilia Ospizio
REGGIO EMILIA. Se ne parla e si protesta da vent’anni. Finalmente si apre uno spiraglio per l’eliminazione dei passaggi a livello, che logorano i nervi degli automobilisti costretti a code interminabili nelle ore di punta. Grazie al trasferimento allo Stato della rete ferroviaria regionale si renderà disponibile per la nostra provincia una cifra quantificabile fra i 10 e i 15 milioni, con la quale uno o due passaggi a livello, anzitutto quello di via Emilia Ospizio, potranno essere sostituiti fra almeno un anno con i sottopassi progettati già all'inizio del millennio. Attualmente le barriere appartengono all’azienda regionale Ferrovie dell'Emilia-Romagna, che possiede le linee locali, fra cui le ex-Ferrovie reggiane che collegano la città a Guastalla, Sassuolo e Ciano. La Regione, però, insieme a Fer ha già avviato le trattative con Rfi (Rete ferroviaria italiana) per la cessione allo stato dei 364 chilometri di linee regionali.
«Si spera – riferisce Stefano Masola, direttore generale di Fer – che l'accordo sia firmato quanto prima e ratificato con un decreto. La Regione, intanto, ha condiviso a livello tecnico con Rfi un piano che prevede 380 milioni di investimenti, fra cui 107 milioni destinati all’eliminazione dei passaggi a livello e agli interramenti di linea». Nell’intero territorio regionale si contano quasi trecento barriere ferroviarie. A Reggio ce n'è una dozzina. Il Comune ne ha individuate tre particolarmente critiche, poichè situate su strade di grande traffico, via Emilia Ospizio, via Emilia all'Angelo e via Papa Giovanni XXIII. La priorità viene data alla prima perché vi si incrocia l'unica, fra le tre linee reggiane, percorsa non solo da convogli per passeggeri, ma anche da parecchi treni merci, che rendono frequente l'abbassamento delle sbarre, esasperando gli automobilisti.
«Dovremo riprendere – preannuncia l’assessore Mirko Tutino – gli studi compiuti più di dieci anni fa, tenendo conto delle situazioni nuove, ad esempio il passaggio su via Anna Frank su cui insisterà anche la nuova tangenziale di Fogliano. Non v’è dubbio che il punto più problematico sia quello di via Emilia Ospizio. Il previsto accordo con Rfi è una buona notizia. Si potrà rimettere mano a quel progetto, a cui non s’è dato corso non solo per la mancanza di fondi, ma anche per la difficoltà di deviare per parecchi mesi il traffico stradale su un tracciato alternativo». Il problema potrebbe essere risolto interrando la ferrovia, ma è una soluzione più costosa e difficile. «Le previsioni – precisa Masola – sono premature. Una volta firmato l’accordo saranno definiti gli investimenti. Il sottopasso è l’ipotesi più probabile». In ogni caso rimarranno da eliminare molti altri passaggi a livello. «Si può stimare – spiega Tutino – che all'intera provincia sarà destinato un investimento di 10-15 milioni. Con quella cifra non si potrà fare più di uno o due interventi». «I punti critici – sottolinea l’ingegnere Fabrizio Maccari di Fer – sono numerosi anche in provincia, ad esempio a Novellara e a Barco. È un tema annoso. Lavoriamo per eliminare tutti i passaggi a livello, come fatto a Scandiano e Casalgrande».
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