«Troppo odio e violenza, rischio fascismo»
L’allarme: «Insofferenza e disprezzo sul web e non solo, dobbiamo tornare ai valori costituzionali»
FABBRICO. «Cattive parole costruiscono un cattivo futuro». Andrea Orlando lo dice dal palco allestito nella piazza di Fabbrico e lo ripete ancora prima di salutare il paese reggiano dove si è celebrato il 72° anniversario della battaglia contro i nazi-fascisti. Un episodio di ancora attuale perché «con la Resistenza è stato sconfitto quello esplicito, ma c’è anche un fascismo inconsapevole che si annida in atteggiamenti, in paure, in un linguaggio al limite dell’aggressione che oggi si propaga nei discorsi d’odio diffusi online».
Il ministro della Giustizia ha chiaro il problema e lo dice con forza e senza mezzi termini: «L’insofferenza verso il diverso, il disprezzo delle libertà individuali e la ricerca di capri espiatori contro cui scaricare frustrazione e violenza sono idee che serpeggiano con insistenza nella nostra società».
E il tutto va ricondotto, più che ai limiti della politica alla crisi economica e sociale dei nostri giorni. «Più la crisi diventa grave – sostiene Orlando – più è facile che nelle nostre comunità si facciano largo idee rozze e semplificatrici che, rifiutando e negando i percorsi della mediazione e della rappresentanza democratica, incitano all’odio e alla violenza».
Insomma, idee fasciste da sottolineare e combattere in un giorno (quello di ieri) dedicato al ricordo di un episodio chiave della guerra di liberazione nella nostra provincia. «Il fascismo è stato anche questo: la cancellazione dell’umanità. Un principio che invece è sancito dalla nostra Costituzione. Il modo in cui lo Stato si comporta, anche con il più reietto degli individui, forgerà il cittadino del futuro. La nostra democrazia è stata aggredita più volte ma è stata salvata e difesa seguendo i principi della Carta costituzionale».
La legalità per opporsi all’illegalità in un momento in cui lo stato di diritto sembra sotto assedio. «Solo i regimi dittatoriali usano un diritto penale del nemico. Per questo mi batto per l’introduzione del reato di tortura. Anche per combattere il terrorismo dobbiamo usare la Costituzione o ci ritroveremo un paese come quello che vogliono i terroristi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
