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Compra un iPhone con soldi contraffatti, assolta perché le banconote erano "troppo false"

Compra un iPhone con soldi contraffatti, assolta perché le banconote erano "troppo false"

Una ragazza voleva comprare un iPhone con denaro falso ma le banconote che aveva rifilato al commerciante erano così false che aver tentato di spenderle non costituisce nemmeno reato

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REGGIO EMILIA. Le banconote che aveva rifilato al commerciante erano così false che aver tentato di spenderle non costituisce nemmeno reato. Sembra un paradosso ma una consolidata giurisprudenza avalla in pieno la decisione del giudice Simone Mediolo Devoto che ieri ha assolto una montecchiese di 25 anni.

La ragazza, difesa dall’avvocato Gianluca Tirelli, nel maggio 2015 si era recata in un negozio di Reggio per comprare un iPhone. Al momento di pagare la cliente aveva tirato fuori dieci banconote da 20 euro che però avevano subito insospettito il commerciante. L’uomo aveva chiamato la polizia, che era intervenuta e aveva denunciato la giovane per spendita di banconote false.

Ieri mattina in aula ha testimoniato un poliziotto intervenuto nel negozio di telefonini. A precisa domanda dell’avvocato Tirelli il poliziotto ha confermato che le banconote erano effettivamente falsificate in modo grossolano. Tra l’altro avevano anche tutte lo stesso numero di serie.

Il legale difensore e il pm hanno pertanto chiesto l’assoluzione e il giudice è stato dello stesso avviso. La grossolanità della contraffazione esclude la responsabilità penale di chi spende le banconote. La Cassazione ha stabilito che si può parlare di grossolanità quando il falso sia riconoscibile a occhio da qualsiasi persona «di comune discernimento» e non sia dunque necessaria la competenza di soggetti qualificati. E il caso della montecchiese rientra in questa casistica. (j.d.p.)

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