«C’è una nuova gang, forse di spacciatori»
La denuncia dell’ex carabiniere Giuliano Gorzanelli: «In zona stazione serve un controllo continuo»
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REGGIO EMILIA. «Rispetto ad un paio d’anni fa le cose sono un po’ migliorate, ma da qualche mese stiamo rivivendo le angosce del passato. Vicino alla zona della stazione ferroviaria circola infatti un gruppo di giovani dall’aria e dal comportamento poco rassicuranti. Sembra una piccola gang».
Giuliano Gorzanelli, ex dirigente d’industria (che da giovane è stato anche un carabiniere) che abita nelle vicinanze della piazza della stazione e collabora con il Comitato di via IV Novembre, lancia la preoccupante segnalazione accompagnandola con l’invito ad «elevare sollecitamente il livello di guardia».
«Chi mi impressiona – spiega – è un gruppo formato da una ventina di ragazzi di colore, di una età che si aggira sui 25-30 anni, che io chiamo “la banda dei moicani” per il taglio di capelli che li accomuna. Parlano una lingua incomprensibile, vestono giubbotti in jeans e con aria spavalda sostano a lungo, apparentemente senza fare nulla, sotto i portici o nel piazzale. Si scambiano i telefonini ma mi sembra ci sia sotto qualcosa d’altro. Temo – dice – che siano degli spacciatori. Servirebbe un controllo più dettagliato e soprattutto continuo: questi ragazzi pare abbiano solo del tempo da perdere e quindi si muovono e si spostano a piacimento nelle vicinanze. Sono soprattutto presenti quando arrivano treni pieni di ragazzi».
«Vorrei precisare – prosegue Gorzanelli – che in zona molte cose sono migliorate. Penso ad esempio all’arredo urbano: ora è tutto più ordinato. E poi ci sono meno risse, anche se gli episodi di turbolenza non mancano pure in questi giorni. Purtroppo resistono concreti casi di sovraffollamento – denuncia – con persone che convivono non so quanto regolarmente. Abbiamo chiesto chiarimenti al dirigente del Comune, Alberto Bevilacqua, che ci ha confermato che non tutte le situazioni sono perfettamente chiarite. E quando non ci sono elementi esatti per la individuazione delle persone, scovare gli spacciatori diventa impossibile. Servirebbe quindi un controllo costante. Il quadro esistente – aggiunge il cittadino – è stato segnalato alla dirigente della Questura, la dottoressa Isabella Fusiello, ma conosciamo la sua carenza di uomini. E pare proprio, come ha annunciato Franco Gabrielli pochi giorni fa, che non arriveranno rinforzi».
«Noi – assicura Gorzanelli – ci battiamo per salvaguardare questa area che abbraccia via Eritrea, via Quattro Novembre e la zona di via Emilia San Pietro cercando di evitare che si creino intralci analoghi a quelli lamentati in via Turri. Da soli però – conclude – difficilmente riusciremo». (l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Giuliano Gorzanelli, ex dirigente d’industria (che da giovane è stato anche un carabiniere) che abita nelle vicinanze della piazza della stazione e collabora con il Comitato di via IV Novembre, lancia la preoccupante segnalazione accompagnandola con l’invito ad «elevare sollecitamente il livello di guardia».
«Chi mi impressiona – spiega – è un gruppo formato da una ventina di ragazzi di colore, di una età che si aggira sui 25-30 anni, che io chiamo “la banda dei moicani” per il taglio di capelli che li accomuna. Parlano una lingua incomprensibile, vestono giubbotti in jeans e con aria spavalda sostano a lungo, apparentemente senza fare nulla, sotto i portici o nel piazzale. Si scambiano i telefonini ma mi sembra ci sia sotto qualcosa d’altro. Temo – dice – che siano degli spacciatori. Servirebbe un controllo più dettagliato e soprattutto continuo: questi ragazzi pare abbiano solo del tempo da perdere e quindi si muovono e si spostano a piacimento nelle vicinanze. Sono soprattutto presenti quando arrivano treni pieni di ragazzi».
«Vorrei precisare – prosegue Gorzanelli – che in zona molte cose sono migliorate. Penso ad esempio all’arredo urbano: ora è tutto più ordinato. E poi ci sono meno risse, anche se gli episodi di turbolenza non mancano pure in questi giorni. Purtroppo resistono concreti casi di sovraffollamento – denuncia – con persone che convivono non so quanto regolarmente. Abbiamo chiesto chiarimenti al dirigente del Comune, Alberto Bevilacqua, che ci ha confermato che non tutte le situazioni sono perfettamente chiarite. E quando non ci sono elementi esatti per la individuazione delle persone, scovare gli spacciatori diventa impossibile. Servirebbe quindi un controllo costante. Il quadro esistente – aggiunge il cittadino – è stato segnalato alla dirigente della Questura, la dottoressa Isabella Fusiello, ma conosciamo la sua carenza di uomini. E pare proprio, come ha annunciato Franco Gabrielli pochi giorni fa, che non arriveranno rinforzi».
«Noi – assicura Gorzanelli – ci battiamo per salvaguardare questa area che abbraccia via Eritrea, via Quattro Novembre e la zona di via Emilia San Pietro cercando di evitare che si creino intralci analoghi a quelli lamentati in via Turri. Da soli però – conclude – difficilmente riusciremo». (l.v.)
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