«Cantiere infinito e viabilità sbagliata»
Bagnolo, coro quasi unanime in centro: i tempi esasperano gli animi, anche quelli di chi vorrebbe “assolvere” il progetto
BAGNOLO. «Il cantiere nella piazza? Non ne parliamo neanche...». Sorrisi a mezza bocca e mani nei capelli, letteralmente. Nel cuore di Bagnolo – anche se da lunedì sono ricominciati i lavori di piazza Garibaldi, dopo un lungo stop – lo sconforto, se non proprio la rabbia, restano i sentimenti più palpabili tra i bagnolesi. Specie tra i commercianti della piazza. Dove si fa fatica a trovare qualcuno pronto a giustificare le scelte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paola Casali sul progetto piazza.
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«Sono 41 anni che sono qua e ci sono per passione. Ma della piazza meglio non parlarne». Sbotta così Dina Melegari del calzaturificio Torrazzo. «Le abbiamo contate: in un’ora, all’ora di punta, qui davanti passano non meno di 600 macchine – assicura –. Se va avanti così, noi qui chiudiamo! Sono oltre 4 anni che è avviato questo cantiere. Io non ho firmato la petizione, non ho detto niente. Ma le cose non vanno bene. Almeno i lavori erano da fare in maniera veloce». Sotto i portici, a passeggio come ogni giorno, Carmine Oliverio, pensionato, non ha dubbi. «Qui c’è un caos che non finisce, e in Comune non accettano di aver avuto torto», dichiara senza esitazione.
È lui ad accompagnarci al Paco Café, uno degli esercizi commerciali che nei mesi scorsi ha accolto la raccolta firme contro la modifica alla viabilità e per il ripristino del traffico al centro della piazza. «Sono quasi 5 anni che sono iniziati i lavori e continuano a prenderci in giro – dice Pasquale Colella, il barista –. Dal mio punto di vista, neanche la raccolta di firme è servita, perché in Comune non tengono in alcun conto la petizione». Sotto accusa c’è la nuova gestione del traffico. «Così non va bene – aggiunge – per i cittadini è un dramma. Mandano le auto dove ci sono le scuole... Dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e ascoltare i commercianti. Stiamo patendo». Prova a trovare modi e toni più concilianti il tabaccaio sotto i portici, Severino Incerti. «Contento no, ma aspettiamo la fine dei lavori», si limita a dire. Poi parla delle ragioni della petizione. «È stata chiesta la riapertura del traffico al centro, ma sarà difficile...».
«È scandaloso. A novembre saranno cinque anni che questo cantiere è aperto. Non abbiamo mai saputo niente di certo».
È un fiume in piena Antonio Currieri, della panetteria sotto i portici. «Ci sono i clienti che vengono da Novellara che per venire da me devono fare il giro della piazza e poi rifarlo se vogliono andare verso Reggio. Due, tre giri per ogni auto... Sarebbe stato meglio il traffico al centro come prima – commenta –. Ma scandalosa è soprattutto la tempistica. Non ci sono penali per questi ritardi? Io ci ho rimesso tutto quello che ho fatto, spero di riuscire a vedere la fine. Nel frattempo i clienti si sono stancati di aspettare, e per noi non è semplice: ci metti anni per farti un cliente e cinque minuti per perderlo».
Brenno Bazzani, pensionato, è più accomodante. «Mi dispiace per i commercianti, ma se si può camminare al centro della piazza pedonalizzata senza pericoli a me non dispiace. Due passi a piedi poi non fanno male». Non la pensa così un’altra bagnolese, Teresa Passerini: «Guardi, per andare in banca ho parcheggiato là. Poi per andare verso la Coop devo fare tutto il giro. No, così non va bene...». Non si fa pregare per un commento Maurizia Bondavalli, ex titolare della merceria della piazza, ora passata alla figlia. «Fa piangere questa piazza! Sono state raccolte 2.500 firme e nessuno ha mosso un dito. Prima le auto parcheggiavano qui davanti, ora c’è tutto questo spiazzo. Ma per cosa? Le auto passano accanto ai portici, a fianco di chi è ai tavolini a fare colazione. Si può?».
Intanto sono le 12 e il traffico intorno alla piazza torna a intensificarsi, come ad ogni orario di punta.
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