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Dopo le feste dell’Unità i festival della scissione 

SEGUE DALLA PRIMA
Dopo le feste dell’Unità i festival della scissione 

I Democratici Progressisti al lavoro per eventi e kermesse alternativi  Tutino: «Penseremo a nuovi modelli. Dove? Magari alla Ghiara o in Biasola»

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No partito, no party. Tradotto: non c’è un partito di sinistra senza una festa per i suoi iscritti. Anche in tempi in cui l’ormai proverbiale unità delle storiche feste è minata dalla scissione. A Modena, nella sua prima uscita pubblica da ex Pd, Pier Luigi Bersani ha incassato applausi da oltre 700 militanti, mandando strali contro Renzi davanti ad una sala stipata: «È lui il regista della scissione». Un clima da festa d’altri tempi che non è andato giù al Pd, passato già al contrattacco, chiudendo ai big scissionisti le porte di Villalunga (leggi articolo a fianco).
Fra i presenti alla serata modenese, anche una pattuglia di reggiani. Come l’assessore Mirko Tutino, capofila degli scissionisti reggiani. E già al lavoro per organizzare eventi in città e in provincia: «Una festa per Democratici Progressisti? – afferma – È prematuro ma ci ragioneremo, cominciando a pensare a modelli più piccoli ma più diffusi, soprattutto in città. Bisognerà pensare a modelli di aggregazione che possano poggiarsi su luoghi già noti. Penso ai chiostri della Ghiara o alla Biasola. Ma bisognerà ragionare anche su altri spazi».
Progetti in cantiere che dovranno fare i conti non solo con le tante feste dem e il loro fitto calendario estivo di musica e dibattiti. Ma anche con la necessità di creare un bacino di volontari che mandino avanti la kermesse, fra cibo, incontri e intrattenimento. Qualche storico volontario è stato già avvistato ai Chiostri della Ghiara, quando lo stesso Tutino, con Silvia Prodi e Lanfranco De Franco, ha lanciato a Reggio l’operazione scissione. Un punto di partenza per preparare l’arrivo dei big nazionali – da Bersani a D’Alema, da Rossi a Speranza – che difficilmente salteranno la tappa reggiana in un tour costituente. «Le feste sono la mia storia – aggiunge Tutino – Ho iniziato a sette anni, alla festa di Gorganza a Cavriago: c’erano ancora le bandiere rosse. Le feste sono una tradizione tramandata dal Pci fino al Pd, che negli ultimi anni è sopravvissuta con un po’ di fatica per la difficoltà di avere volontari. Una questione che riguarda anche i cambiamenti nel mondo del lavoro: senza gli orari rigidi di una volta, le persone fanno fatica a dedicare tempo a queste iniziative. Credo che un passaggio politico come quello attuale porterà ulteriori abbandoni da parte di persone che partecipavano più per la memoria di ciò che è stato che per la passione del presente, rendendo la gestione di queste macchine più complessa». Ma le feste Mdp faranno guerra a quelle Pd come FestaReggio? «FestaReggio è sempre stata fatta con volontari e con un programma che va oltre il Pd. Nelle cucine o fra i tavoli ho incontrato tante persone che non votano Pd, ma fanno parte del centrosinistra. Mi auguro che la tradizione delle feste Pd non si concluda. Quanto a noi, le nostre sedi saranno in luoghi tradizionali per le feste di centrosinistra, vedremo dove e in quali modalità». Intanto, il comitato della Biasola ha già fatto partire la macchina per l’edizione 2017, per la prima volta senza Mauro Vicini, dimissionario da segretario di circolo e cittadino per entrare in Mdp: «Mi sono messo a disposizione come volontario», commenta.
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