E chi le chiedeva i soldi finisce a processo
Tentata estorsione l’accusa all’ex grossista che si trovava nel negozio al momento della tragedia
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REGGIO EMILIA. Dalla vicenda della lite nel negozio di via Cugini, di cui si parla sopra, è scaturita anche un’indagine a carico di un commerciante reggiano. Ieri mattina il giudice Dario De Luca ha rinviato a giudizio per tentata estorsione il 76enne Sandro Montanari, che il 5 dicembre 2014 si era recato in via Cugini per chiedere la restituzione di un credito. Con lui c’era Massimo Simonetti, che poi fu coinvolto nella lite dalle conseguenze fatali.
Montanari, ex grossista, vantava un credito di circa 600 euro e di tanto in tanto si recava nel negozio per riscuotere piccole somme di denaro. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Pinotti, ieri ha detto che al momento della lite tra Simonetti e la commerciante si trovava nel magazzino del negozio. Pertanto non avrebbe visto nulla. L’uomo smentisce di aver utilizzato metodi intimidatori per farsi pagare il credito.
Montanari ha giustificato la presenza di Simonetti a quell’incontro dicendo che era un suo ex dipendente che aveva incontrato casualmente e che aveva inviato a cena. I due si sarebbero recati insieme dalla fruttivendola, dove poi Simonetti avrebbe iniziato a litigare con la keniota.
Nei giorni successi alla lite la procura dispose delle intercettazioni telefoniche a carico del reggiano. In seguito agli elementi raccolti la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo per il reato di tentata estorsione.
L’avvocato difensore conta di dimostrare nel dibattimento che il reato non è stato commesso. (j.d.p.)
Montanari, ex grossista, vantava un credito di circa 600 euro e di tanto in tanto si recava nel negozio per riscuotere piccole somme di denaro. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Pinotti, ieri ha detto che al momento della lite tra Simonetti e la commerciante si trovava nel magazzino del negozio. Pertanto non avrebbe visto nulla. L’uomo smentisce di aver utilizzato metodi intimidatori per farsi pagare il credito.
Montanari ha giustificato la presenza di Simonetti a quell’incontro dicendo che era un suo ex dipendente che aveva incontrato casualmente e che aveva inviato a cena. I due si sarebbero recati insieme dalla fruttivendola, dove poi Simonetti avrebbe iniziato a litigare con la keniota.
Nei giorni successi alla lite la procura dispose delle intercettazioni telefoniche a carico del reggiano. In seguito agli elementi raccolti la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo per il reato di tentata estorsione.
L’avvocato difensore conta di dimostrare nel dibattimento che il reato non è stato commesso. (j.d.p.)
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