Gazzetta di Reggio

Reggio

Gli operai assediano la sede di Legacoop 

di Ambra Prati
Gli operai assediano la sede di Legacoop 

I dipendenti di Teleya e Methis invadono il piazzale al suono della canzone di Vasco Rossi “Io sono ancora qua, eh già”

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Il Reggiano era la culla della cooperazione: è diventato un cimitero». Sergio Guaitolini, segretario generale della Fiom Cgil Reggio Emilia, ieri ha arringato così al microfono davanti alla sede Legacoop di via Meuccio Ruini, dove è andata in scena l’ennesima puntata del malato terminale Coopsette. Per tentare di dare una svolta alla trattativa languente delle due società dell’ex colosso in agonia – Teleya (pannellatture e involucri per edifici esterni, erano 66 dipendenti, ne sono rimasti 48) e Methis (mobili per uffici, erano 83 dipendenti ne sono rimasti 50), per un totale di 98 addetti – la Cgil ha organizzato un presidio di protesta davanti al palazzo di Legacoop, alla presenza del direttivo Fiom al completo, con delegazioni da tutte le aziende, come di prassi nelle vertenze particolarmente ardue. Già la settimana scorsa la Fiom aveva lanciato il grido d’allarme sui due rami d’azienda metalmeccanici di Coopsette, il cui destino è legato a doppio filo al travaglio della casa madre iniziato con il primo concordato preventivo del 2013: la clessidra sta finendo.
Per i due rami d’azienda gli ammortizzatori sociali possibili sono ormai agli sgoccioli: dopo la solidarietà, la cassa in deroga e la cassa straordinaria ministeriale, per Teleya il 20 marzo scadrà la Cassa integrazione straordinaria, mentre Methis, che ha avuto una proroga di quattro mesi, ha la copertura fino a fine giugno.
Queste le dead line che faranno scattare la mobilità e il licenziamento dei lavoratori; spettro tangibile, visto che finora ci sono state tanti interessamenti ma nessuno si è concretizzato. Tanto che la Cgil, per bocca di Guaitolini, sospetta una tattica dilatoria dejà vu.
«Il dubbio è: è un problema di trattative o qualcuno sta tergiversando per arrivare al suo obiettivo, cioè svuotare le due aziende dei lavoratori, vendere cespiti e fare cassa, per poi richiamare alcuni lavoratori, ormai disoccupati, a determinate condizioni? – ha aggiunto Enrico Folloni della Fiom Cgil – Non c’è più tempo, la tempistica è una variabile vitale».
Di fatto, anche se fino all’altro giorno il destino di Teleya e Methis sembrava andare a braccetto, Teleya è già una scatola fantasma, con i lavoratori a casa, a zero ore (molti di loro percepiscono 200 euro al mese) e con quote sociali perse. Le speranze ora sembrano concentrarsi su Methis, che solo con la fine di febbraio ha terminato l’esercizio provvisorio: su richiesta dei sindacati, da oggi lo stabilimento di Caprara manterrà un presidio (cioè qualcuno che risponda al telefono). E per Methis è rimasto in ballo un solo interessamento, quello della coop toscana (non è dato sapere il nome), mentre pare evaporato il gruppo con sede a Torino. Nel pomeriggio di ieri, mentre un centinaio di manifestanti attendeva tra striscioni, poliziotti in borghese e altoparlanti che diffondevano parole di Vasco Rossi quanto mai azzeccate («Io sono ancora qua, eh già»), una delegazione della Fiom è stata ricevuta dal presidente di Legacoop Volta. Un summit durato circa un’ora, riguardante la sola Methis, e risoltosi in una prevedibile fumata nera. «Abbiamo evidenziato l’amarezza e la rabbia dei lavoratori a fronte del disinteresse di Legacoop sulla coop toscana – ha riassunto Guaitolini all'uscita – abbiamo ribadito che Legacoop debba giocare un ruolo, magari intervenendo con un supporto finanziario. La Lega ha assunto l’impegno di verificare la proposta della coop toscana: ci hanno detto nel giro di dieci giorni, abbiamo ottenuto che lo facciano in tre giorni, in modo che il sindacato abbia la possibilità di interloquire sull’eventuale piano industriale».
Perciò le controparti si ritroveranno venerdì, alle 11 presso Legacoop, per rifare il punto. Nel frattempo, ha concluso Guaitolini, «faremo pressioni anche in Regione, dove è aperto un tavolo, affinché i gravi errori della dirigenza non ricadano sempre sui lavoratori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google