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Il corriere della droga resta dentro 

Al gip ha detto di non sapere che ci fosse tanta cocaina in valigia

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BORETTO. Davanti alla giudice Barbara Lancieri del tribunale di Venezia per la convalida dell’arresto, ieri Irfan Hafeez, pakistano di 51 anni residente a Boretto disoccupato e incensurato, ha ammesso di sapere che nella sua valigia aveva la cocaina. Ma ha detto di non sapere di averne così tanta: 9,3 chili nascosti nel doppiofondo del bagaglio. E soprattutto non ha saputo - o non ha voluto - dire a chi fosse destinata.
L’arresto del pakistano risale al pomeriggio di domenica: il 51enne era arrivato all’aeroporto di Tessera con un volo proveniente da Amsterdam. Gli uomini della Guardia di Finanza in servizio allo scalo di Venezia lo hanno intercettato e hanno atteso che uscisse dall’aeroporto prima di fermarlo, sperando dunque di riuscire a bloccare anche la persona a cui il pakistano doveva consegnare l’ingente partita. Ma nessuno si è presentato all’appuntamento. Alla giudice, Irfan Hafeez ha spiegato, non senza difficoltà legate alla lingua, che lui è un “corriere” e che avrebbe dovuto consegnare la valigia con la droga a qualcuno fuori dall’aeroporto che lo avrebbe riconosciuto. Una versione, questa, tutta da verificare, così come il tragitto seguito dallo straniero che ha dichiarato di essere partito dal Pakistan e di aver fatto scalo prima negli Emirati Arabi e poi ad Amsterdam, prima di atterrare a Venezia. La cocaina è stata sequestrata così come le sei schede telefoniche di cui era in possesso il pakistano. La giudice ha convalidato l’arresto: Irfan Hafeez, a cui viene contestato il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, resta in carcere a Santa Maria Maggiore. (ru.b.)

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