Reggio Emilia, due raid di furti in 24 ore: i residenti pattugliano via Melato
I ladri colpiscono a distanza di 24 ore. È il terzo furto messo a segno ai danni dello stesso palazzo nel giro di quattro giorni
REGGIO EMILIA. Non ci sono sogni nelle notti in zona Mirabello, ma solo incubi. Dopo appena 24 ore dall’ultima razzia, nella quale avevano depredato dieci cantine, sono tornati nella stessa palazzina per colpirne altre cinque. È successo in via Melato, in una zona ormai quotidianamente assediata dalla microcriminalità.
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Una banda, probabilmente la stessa, ha preso di mira il condominio alla caccia di qualunque cosa di valore o solo utile. Cibo, biciclette, oggetti per la casa, attrezzature da lavoro, nulla si salva dalle rapaci mani dei malviventi.
Ma adesso i residenti, esasperati, hanno deciso di prendere la situazione in mano e di non stare più a subire passivamente. È stata la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di delusione, paura, frustrazione e rabbia.
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Così ieri sera, alle 21, si sono ritrovati in strada e hanno pattugliato la via e il quartiere sperando in questo modo di fungere da azione preventiva, dissuadendo i malviventi dal farsi rivedere. Un tentativo di riappropriarsi di una zona che sembra nelle mani dei ladri, uno scossone che non si inserisce nel progetto del “controllo di comunità” firmato recentemente da Comune e prefettura ma che si muove in autonomia, parte dalla “pancia” dei residenti e non vuole essere ristretto in lacci burocratici.
E i suoi frutti, la “passeggiata”, li ha dati. In un garage in disuso infatti sono stati trovati degli attrezzi da scasso, forse proprio quelli usati per i furti nelle cantine e nei garage, insieme a una borsa rubata. Per terra seminascosto in mezzo alla strada, invece, giaceva un portafogli che, secondo qualcuno, sarebbe stato sottratto a un residente durante una rapina di qualche giorno fa.
L’ultimo raid risale alla notte tra martedì e ieri quando, al civico 23, la banda è entrata nel condominio con il favore della notte e ha cominciato a forzare le porte in metallo delle cantine. Una, poi un’altra, poi un’altra ancora fino ad arrivare a cinque.
All’interno erano custoditi vestiti, prosciutti, alimenti di vario genere e una bici: tutto sparito. Ma i ladri non si sono fermati qui. Con un pennarello blu, infatti, hanno segnato gli usci che erano già stati aperti il giorno prima in modo che, in un eventuale terzo passaggio, non perdano tempo ad aprire le proprietà che hanno già svaligiato. Sempre nella notte fra martedì e ieri, poi, è stato forzato un garage poco distante, al civico 13 di via Melato.
E, anche se non vi sono testimonianze, è facile ricondurre questo episodio agli stessi malviventi. In questi caso il bottino è stato più ricco, sono state rubate diverse attrezzature da lavoro di ingente valore. Materiale molto pesante, che per essere spostato ha richiesto la collaborazione di parecchie braccia e di un furgone per essere portato via.
Sempre al civico 23, nella notte fra lunedì e martedì, erano state razziate altre dieci cantine, questa volta in pieno giorno e senza attirare l’attenzione dei residenti. Dopo aver manomesso la porta d’accesso al vano comune, i ladri hanno scardinato le porte delle cantine rompendo anche diversi muri. La banda anche in questo caso ha trafugato oggetti di ogni genere, dal cibo al materiale per la casa, e due biciclette professionali di valore.
Ma non basta. Un terzo precedente a distanza di poche ore quando, sabato pomeriggio, un appartamento sempre nello stesso condominio è stato derubato. Non ci sono quindi solo gli scippatori a flagellare la zona del Mirabello, da mesi martoriata a oltranza da criminali di ogni specie.
Anche i topi di appartamento hanno deciso di saccheggiare il quartiere come fosse una gallina dalle uova d’oro. Anche se di dorato ormai c’è ben poco, mentre esasperazione e rabbia crescono sempre più nei residenti che spesso non hanno nemmeno più la forza di denunciare.
A organizzare il “pattugliamento” di via Melato è stata l’associazione di Promozione Sociale Reggio Civitas, che da anni opera e aiuta i reggiani proprio del quartiere Mirabello e che ha fatto da catalizzatore del malessere e del disagio dei residenti.
«I cittadini sono stanchi – spiega la presidente dell’associazione, Valentina Iannuccelli – al civico 23 hanno rubato nelle cantine a distanza di neanche 24 ore, poi hanno derubato un garage, prima ancora un appartamento. Così abbiamo organizzato questo incontro all’aperto in cui discutere con i residenti sulle azioni da attuare in futuro in tema di sicurezza. E, al contempo, pattugliare il quartiere».
Nulla a che fare con le ronde, ha precisato la Iannuccelli, ma nemmeno con il controllo di comunità recentemente approvato fra Comune e prefettura: «Quel protocollo è una bufala, un’iniziativa che non serve assolutamente a nulla. E a mio avviso viola anche la Costituzione che, all’articolo 118, sancisce l’obbligo da parte degli enti locali di promuovere le libere iniziative dei cittadini. Il controllo di comunità invece le imbriglia, mette il bavaglio ai reggiani attraverso tutta una serie di obblighi, doveri e restrizioni».
Questo non vuol dire però, conclude la presidente di Reggio Civitas, che si debba agire nell’illegalità: «Sottolineo che rinneghiamo quel protocollo ma non siamo ronde, siamo dei cittadini che passeggiano e controllano il quartiere. Se notiamo qualcosa non ci facciamo giustizia da soli ma avvisiamo le forze dell’ordine, i numeri li abbiamo e sappiamo e possiamo benissimo fare da soli. Non abbiamo bisogno di burocrazia e bavagli».
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