Una discussione degenerata per un credito
La tragica lite che portò alla morte del 43enne Massimo Simonetti avvenne il 5 dicembre 2014 in un negozio di ortorfutta di via Cugini, alle Acque Chiare. Erano circa le 18 quando nella bottega di...
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La tragica lite che portò alla morte del 43enne Massimo Simonetti avvenne il 5 dicembre 2014 in un negozio di ortorfutta di via Cugini, alle Acque Chiare.
Erano circa le 18 quando nella bottega di via Cugini entrarono due uomini: Sandro Montanari, commerciante reggiano di ortofrutta, accompagnato da Simonetti. Nel negozio c’è solo la donna. I discorsi vanno subito al sodo, cioè il pagamento di un debito e il commerciante non sarebbe la prima volta che si reca nel punto-vendita per quel motivo. La negoziante avrebbe detto ai due di non sapere nulla di quel debito e tutt’al più di rivolgersi al marito. Ma gli animi si sarebbero ugualmente surriscaldati. E sono atti violenti, perché Simonetti avrebbe cominciato a picchiare la donna, tirandole i capelli, per poi prenderla a cazzotti.
Lei tenta di sfuggire alle botte e con il telefonino chiede aiuto ai familiari, finché il 43enne le prende il cellulare e lo sbatte per terra.
A quel punto la negoziante afferra uno spazzolone con cui cerca di difendersi.
Il 43enne è stato colpito due volte alla milza, è emerso dall’autopsia, e poco dopo essere uscito dal negozio è deceduto.
Erano circa le 18 quando nella bottega di via Cugini entrarono due uomini: Sandro Montanari, commerciante reggiano di ortofrutta, accompagnato da Simonetti. Nel negozio c’è solo la donna. I discorsi vanno subito al sodo, cioè il pagamento di un debito e il commerciante non sarebbe la prima volta che si reca nel punto-vendita per quel motivo. La negoziante avrebbe detto ai due di non sapere nulla di quel debito e tutt’al più di rivolgersi al marito. Ma gli animi si sarebbero ugualmente surriscaldati. E sono atti violenti, perché Simonetti avrebbe cominciato a picchiare la donna, tirandole i capelli, per poi prenderla a cazzotti.
Lei tenta di sfuggire alle botte e con il telefonino chiede aiuto ai familiari, finché il 43enne le prende il cellulare e lo sbatte per terra.
A quel punto la negoziante afferra uno spazzolone con cui cerca di difendersi.
Il 43enne è stato colpito due volte alla milza, è emerso dall’autopsia, e poco dopo essere uscito dal negozio è deceduto.
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