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Cerca di discolparsi accusando la polizia ma resta in prigione 

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Spaccata in via Zacchetti: convalidato l’arresto del 27enne  Parla di uno scambio di zaino però il giudice non gli crede

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REGGIO EMILIA. Si è presentato davanti al giudice con delle escoriazioni al volto e una tesi difensiva che, però, non ha convinto la corte. Il 27enne Ouni Wissen Edin, di origini tunisine, rimarrà infatti in carcere in attesa del processo, dopo la direttissima di ieri che ha portato alla convalida dell’arresto del giovane, considerato l’autore del furto ai danni della tabaccheria Il Follo di via Zacchetti. Un furto aggravato in concorso con un complice, fuggito dopo la spaccata messa a segno con un tombino nella notte tra martedì e mercoledì. Il giovane, difeso dall’avvocato Rita Gilioli, ha tentato di discolparsi additando peraltro gli agenti della polizia, che grazie ad alcuni testimoni sono riusciti ad individuare e arrestare il ragazzo in flagranza. L’imputato ha detto che gli sarebbe stato scambiato lo zaino con quello del secondo uomo, poi fuggito. Uno zaino con dentro la refurtiva: dei gratta e vinci e le sigarette, poi restituiti al proprietario della tabaccheria, Francesco Ruggero, al quale è toccato cambiare la vetrata sfondata con il tombino. Il fondo cassa, invece, circa 300 euro, è sparito perché in possesso del fuggitivo.
La tesi dello scambio dello zaino non ha fatto breccia nel giudizio del giudice Andrea Rat, che ha pesato anche i numerosi precedenti del 27enne per furti similari e altri reati contro il patrimonio, convalidando poi l’arresto per il giovane, attualmente senza fissa dimora e sprovvisto di permesso di soggiorno, scaduto dopo che aveva perso il lavoro.
Determinante, ai fini dell’arresto, le testimonianze. I due, dopo aver praticato un grosso foro, sufficiente a stento per il passaggio di due persone piuttosto snelle, si sono introdotti nella tabaccheria e hanno arraffato in tutta fretta il fondo cassa, diversi gratta e vinci e qualche stecca di sigarette. Quello che non sapevano, però, è che i commercianti dopo diversi furti avevano collegato l’allarme con la centrale operativa della questura che, quindi, ha immediatamente inviato delle pattuglie in zona. Tutto questo mentre, da fuori, un passante ha visto tutta la scena e ha chiamato a sua volta il centralino del 113, guidando passo dopo passo gli agenti sui movimenti dei ladri, senza farsi notare. (e.l.t.)

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