Gazzetta di Reggio

Reggio

I casi di Dj Fabo e del pensionato 60enne in Svizzera per una morte dignitosa 

La scelta compiuta da dj Fabo, il quarantenne che ha scelto il suicidio assistito dopo essere rimasto completamente paralizzato e cieco in seguito a un incidente stradale, e quella il giorno...

1 MINUTI DI LETTURA





La scelta compiuta da dj Fabo, il quarantenne che ha scelto il suicidio assistito dopo essere rimasto completamente paralizzato e cieco in seguito a un incidente stradale, e quella il giorno successivo del sessantenne malato terminale che ha compiuto la stessa scelta per mettere fine alle sue sofferenze, sono stati solo gli ultimi casi di un'emigrazione silenziosa e strisciante che da anni si consuma in Italia. Una scelta che obbliga i cittadini italiani a recarsi nella vicina Svizzera per scegliere liberamente e dignitosamente di porre fine alla propria vita. Esattamente un anno fa abbiamo raccolto nell'articolo “Io, con lui a Zurigo nel suo ultimo viaggio”, la testimonianza di un reggiano che ha accompagnato alla clinica Dignitas di Zurigo un proprio amico che la Sla in pochi mesi aveva costretto su una sedia a rotelle. Il racconto di questa persona ci restituisce una scelta compiuta in maniera consapevole, non senza dolore e sofferenza da parte di chi l'ha voluta e con la difficoltà nel convincere la moglie e gli amici prima a rispettarne la volontà e poi ad accompagnarlo nell'ultimo viaggio. Una testimonianza di come il suicidio assistito sia stato vissuto da questa persona consapevolmente come una liberazione dalla malattia che lo avrebbe comunque condotto in poco tempo alla morte.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google