Reggio Emilia, il Crostolo diventa una discarica a cielo aperto
Da diverso tempo il tratto del fiume che costeggia via Zanichelli è pieno di rifiuti di ogni tipo, dalle ruote ai tubi in metallo
REGGIO EMILIA. Non sono stati trascinati dalla corrente del fiume ma sono stati gettati lì dalla mano di qualche cittadino i rifiuti che deturpano l’argine del Crostolo che costeggia via Zanichelli, al Gattaglio.
Decine e decine di oggetti di ogni tipo, dalla plastica ai resti di qualche antico cantiere, sono stati lasciati senza nessuno scrupolo fra l’erba e le piante che accompagnano il corso del canale che attraversa Reggio Emilia.
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E così, mentre le nutrie che hanno nidificato sotto il ponte pedonale che collega via Premuda a via del Gattaglio aspettano il pane gettato dai bambini, a pochi metri di distanza vive una discarica abusiva.
Un pugno in un occhio degradante e vergognoso ancora più visibile da quando il fogliame che ricopriva gli argini è stato potato.
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Ma se le erbacce e i rami sono stati levati, la sporcizia no. È rimasta lì, fra la rabbia dei residenti e la perplessità dei passanti che non capiscono come mai nessuno abbia pensato di bonificare quella zona. In quella discarica a cielo aperto racchiusa in quella trentina di metri si può trovare di tutto.
Sacchi di plastica, oggetti un tempo usati per dei lavori in qualche palazzo e ora non più necessari, assi in legno marcite da tempo, cuscini e pezzi di mobili, tubi in metallo e vecchie grondaie e persino una ruota di una macchina con ancora il cerchione.
Altro, poi, giace semicoperto dal terriccio e dalle sterpaglie secche, segno che gettare in quel punto i rifiuti non è una novità degli ultimi giorni ma una consuetudine che va avanti da molto tempo.
«Guardi qui che schifo – raccontano i residenti indicando la discarica – uno si alza la mattina e invece del Crostolo si trova davanti uno spettacolo degradante. È da tanto che qui ci sono degli incivili che hanno preso l’abitudine di scaricare il loro rusco senza che nessuno faccia niente o che qualcuno intervenga per pulire la zona».
Ma, anche quando qualche rifiuto viene portato via, non passa tanto che altri spuntano come per magia. E il meccanismo è sempre lo stesso. Di notte, quando la zona è abbastanza buia da non essere visti, i misteriosi incivili si avvicinano e gettano sopra la piccola recinzione il loro pattume. Che poi, dopo qualche ora, dà il buongiorno ai residenti e ai passanti.
«Quello che fa più arrabbiare – concludono – è che di frequente non sono oggetti pesanti o per i quali è necessario pagare per lo smaltimento. Almeno sarebbe una maleducazione con un senso. No! Ci sono anche sacchetti di rifiuti domestici, plastica, oggetti che potrebbero tranquillamente essere gettati nei cassonetti poco distanti».
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