Via Cugini, svaligiati sei garage nella notte
Sottratte attrezzature di ogni genere. I proprietari: «Non abbiamo più il diritto di vivere sereni»
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REGGIO EMILIA. Approfittando del buio e della zona praticamente deserta hanno colpito in sequenza i garage di un condominio, razziando tutto ciò che hanno trovato all’interno per poi darsi alla fuga. È successo in via Cugini 42, ad appena sei chilometri da via Melato dove nella stessa notte sono state svuotate diverse cantine.
Un fatto questo che ha scatenato la rabbia dei reggiani che abitano nelle villette a schiera della via. «Questa notte – scrivono esasperati – un gruppo di residenti nella città delle persone, che pagano ogni sacrosanta tassa a questa amministrazione, sono stati visitati da alcuni ladri che hanno aperto in assoluta serenità 6 degli 8 garage del condominio in via Cugini. Infastidisce (per essere educati) non tanto il valore del furto (irrisorio) bensì la spesa per risistemare un portone automatizzato e la consapevolezza che oggi non si ha più il diritto di vivere sereni».
Una preoccupazione comprensibile, visto il continuo dilagare della microcriminalità. «Sarebbe anche ora che uno stato civile – concludono – pensasse ai diritti fondamentali tra cui la sicurezza dei propri residenti che hanno e dimostrano tutti i giorni, tutti, la dignità di stare alle regole e di rispettare sempre il prossimo e la proprietà altrui, piuttosto che dare peso alle stupidate che sono oggetto del dibattito politico quotidiano. Mi viene il dubbio che i nostri politici siano talmente distaccati dalla realtà quotidiano, tanto che anche la richiesta di maggiore sicurezza sembra un’utopia». (l.g.)
Un fatto questo che ha scatenato la rabbia dei reggiani che abitano nelle villette a schiera della via. «Questa notte – scrivono esasperati – un gruppo di residenti nella città delle persone, che pagano ogni sacrosanta tassa a questa amministrazione, sono stati visitati da alcuni ladri che hanno aperto in assoluta serenità 6 degli 8 garage del condominio in via Cugini. Infastidisce (per essere educati) non tanto il valore del furto (irrisorio) bensì la spesa per risistemare un portone automatizzato e la consapevolezza che oggi non si ha più il diritto di vivere sereni».
Una preoccupazione comprensibile, visto il continuo dilagare della microcriminalità. «Sarebbe anche ora che uno stato civile – concludono – pensasse ai diritti fondamentali tra cui la sicurezza dei propri residenti che hanno e dimostrano tutti i giorni, tutti, la dignità di stare alle regole e di rispettare sempre il prossimo e la proprietà altrui, piuttosto che dare peso alle stupidate che sono oggetto del dibattito politico quotidiano. Mi viene il dubbio che i nostri politici siano talmente distaccati dalla realtà quotidiano, tanto che anche la richiesta di maggiore sicurezza sembra un’utopia». (l.g.)
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