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«Comprendo l’esasperazione dei cittadini» 

«Comprendo l’esasperazione dei cittadini» 

L’assessore Maramotti stigmatizza le ronde e difende le azioni messe in campo dal protocollo

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REGGIO EMILIA. «Cosa provo davanti alla fotografia della “ronda” in via Melato? È un sintomo di stanchezza, intolleranza assoluta ed esasperazione che comprendo, ma bisogna andare oltre».
L’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti replica a Valentina Iannuccelli, all’indomani del pattugliamento dimostrativo. «Eliminiamo la categoria dei sentimenti di pancia e facciamo riflessioni più razionali – premette Maramotti – respingo le affermazioni che rinnegano il protocollo: non è una bufala. È vero che non è una novità e che da solo non risolve il complesso fenomeno dell’insicurezza ma, all'interno di una serie di azioni, può aiutare a vigilare una zona perché le forze dell’ordine non possono essere sempre presenti, mentre i residenti sono fondamentali nel presidiare il territorio. E Reggio Civitas è già da tempo un presidio». Al gruppetto dei critici di via Melato, l’assessore ha chiesto collaborazione reale: «A Iannuccelli dico: ripensateci! Reggio Civitas ha le competenze, è da anni che si occupa di queste problematiche, l’attivismo di questi residenti è prezioso. Alla luce della ripresa dei furti a raffica nel quartiere, li convocherò e li ascolterò, come ho già fatto in passato, proponendo loro di attivarsi per il controllo di comunità. Questo è un paese libero e loro sono liberi di passeggiare, ma a mio avviso il protocollo è uno strumento verificabile».
Sull’aspetto provocatorio, Maramotti sottolinea: «Sono consapevole che è stata una provocazione, ma la passeggiata serale non può essere una soluzione, anche perché i furti avvengono nelle ore centrali della notte. Ci sono varie misure da mettere in campo: ad esempio c’è il tema della difesa passiva, come ha sottolineato il capo della polizia Franco Gabrielli. Quelle palazzine hanno la videosorveglianza? Come sono le serrature e gli accessi dell’immobile? Le telecamere sono un investimento, ma sempre meglio dei continui ammanchi. Ripeto, nessuna di queste azioni da sola risolve il problema sicurezza. Ma, finita la fase della provocazione per attirare l’attenzione (che peraltro già c’è, in quel quartiere sono stati eseguiti numerosi servizi in borghese da parte della polizia municipale e non solo), bisogna passare alle propositività». (am.p.)

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