Gazzetta di Reggio

Reggio

“Controllo di comunità”, no dei comitati 

di Ambra Prati
 “Controllo di comunità”, no dei comitati 

Stefano Buffagni, presidente del Coordinamento: «Qual è il valore aggiunto del filtro introdotto dal nuovo protocollo?»

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REGGIO EMILIA. I comitati cittadini di Reggio bocciano il recente procotollo per il “controllo di comunità” firmato il 22 febbraio in prefettura alla presenza delle autorità e del capo della polizia Franco Gabrielli. Il disciplinare non accende l’entusiasmo dei gruppi già attivi sul fronte sicurezza del territorio; gruppi che, anche se non escludono una eventuale adesione, dimostrano scetticismo sull’ultimo ritrovato istituzionale e confermano un’asticella di sopportazione della microcriminalità sempre più bassa. Il 13 marzo prossimo il coordinamento dei comitati cittadini si riunirà con un amministratore e con il comandante della polizia municipale Stefano Poma: all’ordine del giorno, oltre al punto della situazione, anche l’illustrazione del recente protocollo. Sul quale Stefano Buffagni, proveniente dal comitato Santa Croce e presidente del Coordinamento comitati, ha espresso perplessità. «Sono dubbioso sulla piramide che il protocollo istituisce: mi pare un passaggio superfluo. Se si nota qualcosa di sospetto, già ora noi segnaliamo subito alle forze dell’ordine: così non si ritarda l’intervento di 112 o 113? Qui i cittadini continuano a doversi occupare della sicurezza in prima persona: vorrei capire qual è il valore aggiunto di questo filtro ulteriore».
Buffagni riconosce che il filo diretto con amministrazione e polizia è realtà, con un distinguo: «Bisogna chiarirsi! Non è che si possa bastonare il cittadino quando fa le ronde e coccolarlo in altre circostanze».
Buffagni è poi sfiduciato sui risultati dei gruppi di comunità: «Alla fine non si prende il toro per le corna. Le chat dei cittadini stanno alla sicurezza come la domenica ecologica sta al problema dell’inquinamento atmosferico: una goccia in mezzo all’oceano».
Sul protocollo non si è pronunciato il Comitato di via Fabio Filzi («dobbiamo ancora studiarlo»), ma la portavoce Erica Profumieri ha concordato su un aspetto evidenziato da Iannuccelli: «Il problema sicurezza è peggiorato nell’intera città». Per Profumieri anche il campo d’azione dei cittadini è insufficiente: «Rispetto ad altri comitati, noi abbiamo puntato su iniziative per animare il quartiere, il che aiuta: ma se i nostri sforzi non sono supportati dal rispetto della legalità, torniamo da capo. Di sicuro c’è un vuoto legislativo in Italia».
Anche il Comitato Reggio Est (zona tra via Emilia e Ospizio), in attesa di approfondire il contenuto del testo, ha sospeso il giudizio. «Per il momento non mi convince: la chat Comitato Reggio Est Sicura esiste da due anni, noi ci siamo tirati su le maniche», afferma Corrado Grasselli. Ma con risultati scarsi e una soglia di percezione più fosca: «I furti sono in crescita. Da fine dicembre a fine gennaio, in 35 giorni, abbiamo contato nove colpi, tutti regolarmente denunciati. I conti non tornano affatto, rispetto alle statistiche ufficiali di reati in calo. Siamo stanchi di parole al vento, di riunioni su riunioni inconcludenti: vogliamo solo vivere in pace».

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