Gazzetta di Reggio

Reggio

Rombaldi, il vigile assolto in Cassazione 

di Tiziano Soresina
Rombaldi, il vigile assolto in Cassazione 

Chirurgo ucciso, Fontanesi: «Giustizia e fede hanno vinto». Tarquini: «Dura esperienza». Esclusa nuova perizia dagli Usa

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REGGIO EMILIA. Sono trascorsi quasi 25 anni, ma l’omicidio del chirurgo Carlo Rombaldi – freddato in via Filzi davanti al garage la notte dell’8 maggio 1992 – resta senza un colpevole.
E da questa misteriosa vicenda è soprattutto uscito definitivamente l’ex vigile 77enne Pietro Fontanesi, come ieri ha sancito la Cassazione dopo un’ora di udienza e la lettura della sentenza a fine pomeriggio. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Bologna relativamente all’accusa di omicidio, il che ha ratificato la doppia assoluzione incassata dall’agente in pensione in primo e secondo grado. Un’udienza a dir poco movimentata ieri a Roma, visto che lo stesso procuratore generale ha chiesto il rigetto per infondatezza del ricorso presentato dalla procura generale di Bologna, inoltre la Corte ha dichiarato tardiva la memoria presentata il 28 febbraio sempre dalla procura felsinea (contenente una nuova perizia balistica effettuata negli Stati Uniti). Spazzata via per Fontanesi anche l’accusa sulla detenzione sia di munizioni (non punibile “per particolare tenuità del fatto”) sia del caricatore (reato depenalizzato). Fisicamente provato da anni di battaglia legale e da una salute malferma, ieri Fontanesi ha saputo della definitiva assoluzione ricevendo la telefonata liberatoria dagli avvocati difensori Giancarlo e Giovanni Tarquini: «La giustizia e la fede hanno vinto – dice l’ex vigile fra le lacrime – e i miei legali, padre e figlio, sono stati angeli custodi per me». E che sia stato un calvario lo conferma Giovanni Tarquini: «Una bella vittoria, il punto finale di un percorso di grande sofferenza per Fontanesi ma anche per chi ha vissuto con lui questa dura esperienza processuale, rivelatasi tale sino all’ultimo momento. Se crediamo nello stato di diritto, è stato finalmente appurato che Fontanesi non ha ucciso Rombaldi, che non è quella la pistola che sparò quella notte come ha dimostrato la perizia balistica dibattuta da più di dieci esperti, fra i maggiori in Italia. Se si vuole la verità – conclude – ora bisogna cercare da un’altra parte. Il processo è finito e Fontanesi ne porterà i segni di questa terribile esperienza giudiziaria».
Nessun commento dagli avvocati di parte civile – i legali Enrico Della Capanna e Gianni Franzoni – che a nome della famiglia Rombaldi (in aula il fratello della vittima) si sono soffermati in udienza sul perché il ricorso della procura generale di Bologna andava accolto («In appello un’assoluzione con formula dubitativa, non sufficientemente motivata»), insistendo sui nuovi esami balistici in Usa (seguiti anche dalla procura di Reggio e specificatamente dal pm Maria Rita Pantani) mirati sulle striature dei proiettili (sarebbero non visibili per ossidazione) e sul reperto ritenuto più significativo ma mai indagato. La Cassazione è stata di diverso avviso.

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