Zini lascia: «Non ci sono più le condizioni»
Scandiano: la maggioranza Pd ha esaurito i sostituti. Il posto in consiglio potrebbe essere “cancellato”
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SCANDIANO. Il consiglio comunale scandianese perde un pezzo, in maniera forse definitiva. Eleonora Zini, 40enne consigliera comunale della maggioranza Pd, presidente della commissione Bilancio e componente della commissione Pari Opportunità, ha annunciato le proprie dimissioni. E non è detto che possa essere sostituita: la lista del Partito democratico, che alle elezioni amministrative del 2014 ha ottenuto un risultato molto positivo vedendo eletti gran parte dei suoi componenti, ha “esaurito” le riserve cui attingere. L'addio della Zini è arrivato con un post su Facebook dai toni abbastanza aspri, in cui lascia intendere qualche malumore interno alla maggioranza: «Non ho mai avuto ambizioni personali o progetti di “carriera politica” – dice l’ormai ex consigliera comunale – e in più occasioni ho rifiutato proposte in questo senso, perché mi bastava cercare di essere un buon consigliere. Ho cercato di farlo al meglio delle mie possibilità, studiando, documentandomi, ma soprattutto, come è nel mio carattere, ragionando sempre con la mia testa e interagendo con grande schiettezza, perché questo è l'unico modo in cui so farlo». Nel messaggio la Zini sottolinea anche di aver cercato sempre di garantire con costanza la sua massima presenza e di aver saltato gli impegni istituzionali solo in rarissime occasioni. Ma ora, aggiunge, «purtroppo non ci sono più le condizioni per svolgere questo compito con serenità ed efficacia».
Parole molto chiare, in questo senso, che arrivano prima dei saluti: «Ringrazio i colleghi consiglieri e assessori con cui ho lavorato e condiviso questa esperienza, i colleghi dell'opposizione con cui ho avuto modo di confrontarmi ed il personale degli uffici per la disponibilità e professionalità. Grazie infine a chi mi aveva votato e che mi aveva delegato: è stato per me un grande onore e una grande responsabilità e davvero ce l'ho messa tutta».
Ma adesso rimane aperta la questione della sua sostituzione. Nel 2014 la Zini ha ottenuto 211 preferenze nella lista del Partito democratico, che all'epoca ha conquistato 8.568 voti con una percentuale che ha sfiorato il sessanta per cento (59.84%). Un risultato elettorale di indubbio spessore che ha comportato l'elezione di tredici consiglieri, tutti quelli della maggioranza, escludendo solo gli ultimi tre candidati.
In questi due anni ci sono già state due sostituzioni, e rimaneva quindi disponibile solo una persona per la surroga: quest'ultima ha rifiutato per impegni personali e quindi non vi sono altri nomi nella lista Pd cui attingere.
Il sindaco Mammi non era supportato solo dal Pd, il suo partito, ma anche da altre quattro liste, che all'epoca non hanno ottenuto alcun consigliere. A norma di regolamento, perlomeno per le verifiche effettuate sinora, non è però possibile attingere ad altre liste di maggioranza: le persone elette possono essere sostituite solo da candidati della medesima lista. E quindi? La certezza ufficiale ancora non c'è, ad ora l'ipotesi principale è che il posto in consiglio venga “cancellato” e che si prosegua quindi con 15 consiglieri sino alla fine del mandato. Grossi problemi per la maggioranza non ci saranno, perché gli esponenti rimarrebbero ben 12 contro i tre dell'opposizione. (adr.ar.)
Parole molto chiare, in questo senso, che arrivano prima dei saluti: «Ringrazio i colleghi consiglieri e assessori con cui ho lavorato e condiviso questa esperienza, i colleghi dell'opposizione con cui ho avuto modo di confrontarmi ed il personale degli uffici per la disponibilità e professionalità. Grazie infine a chi mi aveva votato e che mi aveva delegato: è stato per me un grande onore e una grande responsabilità e davvero ce l'ho messa tutta».
Ma adesso rimane aperta la questione della sua sostituzione. Nel 2014 la Zini ha ottenuto 211 preferenze nella lista del Partito democratico, che all'epoca ha conquistato 8.568 voti con una percentuale che ha sfiorato il sessanta per cento (59.84%). Un risultato elettorale di indubbio spessore che ha comportato l'elezione di tredici consiglieri, tutti quelli della maggioranza, escludendo solo gli ultimi tre candidati.
In questi due anni ci sono già state due sostituzioni, e rimaneva quindi disponibile solo una persona per la surroga: quest'ultima ha rifiutato per impegni personali e quindi non vi sono altri nomi nella lista Pd cui attingere.
Il sindaco Mammi non era supportato solo dal Pd, il suo partito, ma anche da altre quattro liste, che all'epoca non hanno ottenuto alcun consigliere. A norma di regolamento, perlomeno per le verifiche effettuate sinora, non è però possibile attingere ad altre liste di maggioranza: le persone elette possono essere sostituite solo da candidati della medesima lista. E quindi? La certezza ufficiale ancora non c'è, ad ora l'ipotesi principale è che il posto in consiglio venga “cancellato” e che si prosegua quindi con 15 consiglieri sino alla fine del mandato. Grossi problemi per la maggioranza non ci saranno, perché gli esponenti rimarrebbero ben 12 contro i tre dell'opposizione. (adr.ar.)
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