il colpo di scena
Affari di droga testimone ora rischia la denuncia
REGGIO EMILIA. È stato chiamato al banco dei testimoni dalle parti civili del processo. Un passaggio che ha compiuto volentieri per l’amico Matteo Montruccoli, sopravvissuto al tentato omicidio, ma...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. È stato chiamato al banco dei testimoni dalle parti civili del processo. Un passaggio che ha compiuto volentieri per l’amico Matteo Montruccoli, sopravvissuto al tentato omicidio, ma già condannato in uno stralcio del processo per spaccio di cocaina e marijuana. Affari che Montruccoli aveva con i due albanesi accusati di aver tentato poi di ucciderlo, dai quali Matteo ha sempre detto di essere soggiogato, fatto che portò alla richiesta di aiuto al fratello Marco, morto durante la resa dei conti finita in tragedia.
Proprio Stefano Candiani, il testimone sentito ieri, ha raccontato un episodio preciso. Aveva accompagnato Matteo a Modena con la sua macchina «perché si sentiva minacciato». Andando avanti, però, Candiani ha ammesso di sapere che Montruccoli aveva con sé della droga. Al che il giudice Dario De Luca ha interrotto la testimonianza perché «il teste ha appena dichiarato che ha accompagnato Montruccoli nel trasporto di droga e quindi in concorso». Il teste, pur rischiando l’incriminazione, ha deciso di proseguire con l’assistenza di un avvocato d’ufficio trovato in aula. «Lei ha reso dichiarazioni di una sua possibile sua corresponsabilità per quanto riguarda il trasporto della droga» gli ha ribadito il giudice, controllando anche la trascrizione del verbale. «Io ho solo accompagnato Matteo - ha poi dichiarato Candiani, ex compagno di lavoro di Montruccoli - Mi aveva detto che aveva paura e se potevo andare a fargli da guardaspalla. Lui mi ha detto che c’erano due ragazzi albanesi di cui non so il nome e non conoscono, che lo intimorivano». (e.l.t.)
Proprio Stefano Candiani, il testimone sentito ieri, ha raccontato un episodio preciso. Aveva accompagnato Matteo a Modena con la sua macchina «perché si sentiva minacciato». Andando avanti, però, Candiani ha ammesso di sapere che Montruccoli aveva con sé della droga. Al che il giudice Dario De Luca ha interrotto la testimonianza perché «il teste ha appena dichiarato che ha accompagnato Montruccoli nel trasporto di droga e quindi in concorso». Il teste, pur rischiando l’incriminazione, ha deciso di proseguire con l’assistenza di un avvocato d’ufficio trovato in aula. «Lei ha reso dichiarazioni di una sua possibile sua corresponsabilità per quanto riguarda il trasporto della droga» gli ha ribadito il giudice, controllando anche la trascrizione del verbale. «Io ho solo accompagnato Matteo - ha poi dichiarato Candiani, ex compagno di lavoro di Montruccoli - Mi aveva detto che aveva paura e se potevo andare a fargli da guardaspalla. Lui mi ha detto che c’erano due ragazzi albanesi di cui non so il nome e non conoscono, che lo intimorivano». (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google