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Manomette il contatore e ruba l’energia elettrica 

di Ambra Prati
Manomette il contatore e ruba l’energia elettrica 

Canossa: blitz dei carabinieri con i tecnici in una casa, 53enne arrestato per furto Sotto accusa due anni di utilizzo di corrente. La difesa: «Casa in ristrutturazione»

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CANOSSA. Alterando il contatore ha rubato energia elettrica per ben due anni, riuscendo ad avere la luce gratis per la sua abitazione. Con l’accusa di furto aggravato e continuato i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno arrestato un 53enne produttore cinematografico di Canossa, già scarcerato con obbligo di firma.
Da tempo i tecnici Enel sospettavano una manomissione, perché i proprietari si sono rifiutati, più volte, di far accedere gli addetti nell’area dove era installato il contatore. La conferma è arrivata giovedì scorso, quando una pattuglia dei carabinieri è intervenuta nell’abitazione su richiesta degli incaricati della società fornitrice di energia elettrica. Entrati nell’area del cortile, i carabinieri sampolesi e i tecnici hanno rilevato l’effettiva manomissione del contatore.
Il trucco era semplice ma efficace: forzatura della calotta del contattore, danneggiamento della vite “anti tumper” posta a protezione dei congegni elettrici ed un allaccio abusivo, eseguito sulla tavoletta dove vi è l’ingresso dei cavi di alimentazione, prima del flusso dell’energia del contatore, in modo tale da evitare la rilevazione dei consumi.
L’alterazione diminuiva di gran lunga la registrazione del consumo di corrente elettrica, garantendo un consistente risparmio economico stimato in centinaia e centinaia di euro, se si considera che dalla comparazione delle bollette il brusco calo di consumo risalirebbe a ben due anni fa.
Alla luce delle prove raccolte e della flagranza del reato, il proprietario 53enne è stato arrestato e ieri mattina è comparso davanti al tribunale di Reggio Emilia per l’udienza di convalida. L’imputato, assistito dall’avvocato difensore Davide Martinelli, ha risposto alle domande, dichiarando che l’immobile non è di sua esclusiva proprietà (appartiene alla madre e all’ex moglie): lui si è trasferito a partire dal settembre 2016, quando la moglie ha abbandonato la casa, quindi i consumi anomali – secondo la tesi difensiva, che ha prodotto la documentazione – non possono essere temporalmente attribuibili all’accusato. Inoltre la casa è in ristrutturazione: il cantiere, iniziato dall’ex moglie, è tuttora aperto e questo potrebbe aver comportato un’ alterazione.
Il pm Stefania Pigozzi (rappresentata in aula da un sostituto) ha chiesto gli arresti domiciliari, sottolineando i precedenti penali del soggetto, in passato accusato di diversi reati legati ad attività commerciali.
Il giudice monocratico Alessandra Cardarelli, che ha acquisito gli accertamenti dei tecnici Enel, ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma in caserma due volte alla settimana. È stato chiesto il termine a difesa, l’inizio del processo è fissato per il 13 marzo prossimo.
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