Coopsette, il tribunale vende il resort sul Garda
di Enrico Lorenzo Tidona
Castelnovo Sotto, al via valutazioni dei primi appartamenti con ribassi del 20%. I legali della coop al processo sugli abusi: «Assolvete Davoli, Fontanesi e gli altri»
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CASTELNOVO SOTTO. Sedici appartamenti a pochi passi dal Lago di Garda: valore totale di mercato 3 milioni di euro. Ma l’offerta minima in caso di asta è di circa 2 milioni di euro. Un valore nettamente più basso di quanto sperato da Coopsette, che nel 2007 era partita con l’intenzione di costruire ben 350 alloggi. È la sintesi della prima valutazione disposta dal tribunale di Reggio Emilia, che esattamente un anno fa ha dichiarato il fallimento della Campione del Garda spa, società veicolo creata da Coopsette per realizzare il resort turistico a Tremosine, sulle rive del lago. Un progetto da 200 milioni di euro finito sulle secche di un’inchiesta esplosa nel 2014 per presunti abusi, culminata con diversi sequestri e approdata ora in aula. Un processo in corso a Brescia che riguarda proprio l’intervento di urbanizzazione messo in opera trascurando una lunga serie di vincoli ambientali e paesaggistici previsti nella zona. La procura ha chiesto la condanna per i 19 imputati: diversi amministratori locali e quattro ex dirigenti di Coopsette. Il magistrato ha chiesto un anno e 6 mesi per l'ex presidente di Coopsette Fabrizio Davoli, un anno e 10 mesi per il suo predecessore Donato Fontanesi, un anno e 10 mesi per Fabrizio Vezzani, presidente della Campione del Garda, e un anno e 8 mesi per Rubens Burani, già procuratore in Coopsette e successivamente in Campione. Per tutti e quattro gli imputati reggiani il pm ha chiesto un’ammenda di 45mila euro. Fatti già noti ai quali si aggiunge ora la richiesta di assoluzione pronunciata a fine gennaio dai legali di Coopsette. «I miei assistiti sono da assolvere perché chiesero di costruire e gli fu risposto di costruire» ha detto Piergiorgio Vittorini, avvocato di Coopsette e Campione Spa con i colleghi Filippo Sgubbi e Lorella Fumarola durante la sua arringa. Il tema importante secondo Vittorini è se «si poteva o meno costruire nella linea rossa», quella che segnava la zona di sicurezza nella frazione sulla quale incombe un monte a strapiombo. «Abbiamo un privato - ha spiegato il legale - che ha richiesto e costruito tutte opere che il Comune di Tremosine aveva legittimato a costruire». Non solo, visto che Coopsette «ha fatto solo quello che gli veniva concesso di fare con specifiche autorizzazioni del Comune» e «non ha avuto un trattamento di favore».
Sotto accusa c'è il mega-cantiere avviato del 2007 targato dalla coop di Castelnovo Sotto che nelle intenzioni avrebbe dovuto riqualificare completamente il borgo con 350 nuovi alloggi, un porto da 170 posti barca e strutture ricettive di pregio. Ora, invece, Coopsette è caduta nel baratro della liquidazione coatta amministrativa, e il suo patrimonio deve essere venduto. Compreso quello delle controllate della miriade di procedure - tra fallimenti e concordati - ancora aperte. Tra queste c’è la Campion e la prima tranche si 16 appartamenti valutati ora dai 200mila ai 100mila euro, e che saranno probabilmente battuti all’asta nei prossimi mesi.
Sotto accusa c'è il mega-cantiere avviato del 2007 targato dalla coop di Castelnovo Sotto che nelle intenzioni avrebbe dovuto riqualificare completamente il borgo con 350 nuovi alloggi, un porto da 170 posti barca e strutture ricettive di pregio. Ora, invece, Coopsette è caduta nel baratro della liquidazione coatta amministrativa, e il suo patrimonio deve essere venduto. Compreso quello delle controllate della miriade di procedure - tra fallimenti e concordati - ancora aperte. Tra queste c’è la Campion e la prima tranche si 16 appartamenti valutati ora dai 200mila ai 100mila euro, e che saranno probabilmente battuti all’asta nei prossimi mesi.
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