Guastalla, neonata morta a 14 giorni: ''Processate il ginecologo''
La magistratura accusa di omicidio colposo il professionista 63enne. Per il pm Salvi fu un errore eseguire la manovra di Kristeller durante il travaglio
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GUASTALLA. Fra pochi giorni sarà il quarto triste anniversario per la famiglia di Bianca, la neonata morta l’8 marzo 2013 dopo una breve esistenza (14 giorni).
Sempre in questi giorni si è chiusa anche l’inchiesta su questo caso a dir poco spinoso che inizialmente ha visto nel mirino del pm Valentina Salvi sette sanitari (fra medici ed ostetrici) del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Guastalla. Indagini sofferte, frenate dall’inaspettata rinuncia al mandato da parte del professionista incaricato dal sostituto procuratore di svolgere una perizia sul decesso (relazione che sarà poi redatta dal nuovo perito nominato).
Ora il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio solo per il ginecologo 63enne che aveva seguito tutta la gravidanza, accusandolo di omicidio colposo.
Un’imputazione che fa riferimento ad un preciso momento del drammatico travaglio di ben quaranta ore, cioè quando venne eseguita dal ginecologo la manovra di Kristeller (manovra ostetrica che ha lo scopo di facilitare l’espulsione della testa fetale e che consiste nell’applicazione di una spinta a livello del fondo dell’utero). Per la procura questa manovra non venne fatta in un contesto di sicurezza. Sul punto i genitori quarantenni di Bianca, attraverso la querela presentata nel maggio 2013 dall’avvocato Antonella Corrente (che li tutela sul versante penale) avevano indicato come un errore l’aver eseguito la manovra di Kristeller che aveva fatto non solo urlare dal dolore la partoriente, ma avrebbe fatto improvvisamente degenerare la situazione «tanto da rendere necessario un taglio cesareo d’urgenza non differibile per sopravvenuta sofferenza fetale». La piccola, in condizioni delicatissime, aveva ripreso l’attività cardiaca grazie a manovre rianimatorie, ma nemmeno il trasferimento al Santa Maria Nuova di Reggio la salverà. La famiglia (padre, madre e nonna materna) intendono costituirsi parte civile – tramite l’avvocato Corrente – nell’udienza preliminare in arrivo. Sul versante civilistico della tragica vicenda i familiari di Bianca sono tutelati dall’avvocato Silvia Bernini: il tentativo di mediazione con l’ospedale di Guastalla non è andato a buon fine, quindi si profila un’azione legale di risarcimento-danni.
L'autopsia effettuata al Santa Maria Nuova ha legato la causa della morte della neonata ad una encefalopatia anossico-ischemica di grado severo (in soldoni, il cervello della neonata è stato privo dell'ossigeno necessario), poi su questo responso sono stati fatti gli ulteriori approfondimenti da parte del perito nominato in seconda battuta dal magistrato titolare dell’inchiesta.
Sempre in questi giorni si è chiusa anche l’inchiesta su questo caso a dir poco spinoso che inizialmente ha visto nel mirino del pm Valentina Salvi sette sanitari (fra medici ed ostetrici) del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Guastalla. Indagini sofferte, frenate dall’inaspettata rinuncia al mandato da parte del professionista incaricato dal sostituto procuratore di svolgere una perizia sul decesso (relazione che sarà poi redatta dal nuovo perito nominato).
Ora il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio solo per il ginecologo 63enne che aveva seguito tutta la gravidanza, accusandolo di omicidio colposo.
Un’imputazione che fa riferimento ad un preciso momento del drammatico travaglio di ben quaranta ore, cioè quando venne eseguita dal ginecologo la manovra di Kristeller (manovra ostetrica che ha lo scopo di facilitare l’espulsione della testa fetale e che consiste nell’applicazione di una spinta a livello del fondo dell’utero). Per la procura questa manovra non venne fatta in un contesto di sicurezza. Sul punto i genitori quarantenni di Bianca, attraverso la querela presentata nel maggio 2013 dall’avvocato Antonella Corrente (che li tutela sul versante penale) avevano indicato come un errore l’aver eseguito la manovra di Kristeller che aveva fatto non solo urlare dal dolore la partoriente, ma avrebbe fatto improvvisamente degenerare la situazione «tanto da rendere necessario un taglio cesareo d’urgenza non differibile per sopravvenuta sofferenza fetale». La piccola, in condizioni delicatissime, aveva ripreso l’attività cardiaca grazie a manovre rianimatorie, ma nemmeno il trasferimento al Santa Maria Nuova di Reggio la salverà. La famiglia (padre, madre e nonna materna) intendono costituirsi parte civile – tramite l’avvocato Corrente – nell’udienza preliminare in arrivo. Sul versante civilistico della tragica vicenda i familiari di Bianca sono tutelati dall’avvocato Silvia Bernini: il tentativo di mediazione con l’ospedale di Guastalla non è andato a buon fine, quindi si profila un’azione legale di risarcimento-danni.
L'autopsia effettuata al Santa Maria Nuova ha legato la causa della morte della neonata ad una encefalopatia anossico-ischemica di grado severo (in soldoni, il cervello della neonata è stato privo dell'ossigeno necessario), poi su questo responso sono stati fatti gli ulteriori approfondimenti da parte del perito nominato in seconda battuta dal magistrato titolare dell’inchiesta.
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